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Si alza il velo sul Nuovo Galeazzi: investimenti per 200 milioni e fine lavori in tre anni

di Enrico Miele

Si alza il velo sul nuovo ospedale Galeazzi, che verrà costruito su una parte delle aree dell’Expo di Milano. Entro la primavera partiranno i cantieri, con la consegna prevista nel giro di tre anni, per un investimento che vale intorno ai 200 milioni di euro. A presentare il progetto è stato Paolo Rotelli, presidente del gruppo ospedaliero San Donato, affiancato dall’a.d. di Arexpo Giuseppe Bonomi ed Elena Bottinelli, a.d. dell’Irccs Galeazzi. Dopo il via libera ottenuto dalla Conferenza dei servizi del Comune di Milano, l’iter procedurale per avviare i lavori è quasi concluso. Il progetto riunirà in un’unica struttura l’ospedale Galeazzi e l’Istituto clinico Sant’Ambrogio. Il nuovo edificio avrà uno sviluppo verticale su 16 piani, con una superficie complessiva di 150mila metri quadri.

«Il trend delle innovazioni in ambito clinico - spiega Rotelli - ci obbliga a crescere ed essere sempre più efficienti. In un sistema competitivo come la sanità lombarda bisogna attrarre i migliori, avendo spazi adeguati». La sanità del XXI secolo, ribadisce il numero uno del gruppo San Donato, «ha bisogno di grandi strutture polispecialistiche da almeno 500 posti letto. Un’eccellenza ortopedica come il Galeazzi oggi deve essere integrata con un ulteriore contesto clinico di qualità. Non si può pensare a un’ortopedia all’avanguardia senza una medicina e una chirurgia vascolare di pari livello». Pertanto il nuovo ospedale «è la somma» del Galeazzi e del Sant’Ambrogio.

La riqualificazione dell’area Expo
L’ospedale è un altro tassello della riqualificazione delle aree dove è stato organizzato l’Expo del 2015. «La presenza dell’Irccs Galeazzi - spiega Bonomi di Arexpo - è un cardine fondamentale del progetto del Parco della Scienza che stiamo già realizzando». Il progetto «si integrerà perfettamente con le altre funzioni scientifiche presenti, come Human Technopole e con quelle accademiche che arriveranno nei prossimi anni, oltre alle aziende private che hanno già manifestato il loro interesse a insediarsi nell’area». Quanto all'iter burocratico per far partire i cantieri del nuovo ospedale del gruppo San Donato, «dopo che si è conclusa la Conferenza dei servizi, il permesso di costruire - assicura Bonomi - sarà un dato consequenziale».

La destinazione degli ex ospedali Galeazzi e Sant’Ambrogio
Rispetto agli attuali ospedali Sant’Ambrogio e Galeazzi, Rotelli ricorda che «c’è un anno di tempo per dire al Comune di Milano cosa vogliamo farne. Da subito cercheremo dei partner. Probabilmente cambierà la destinazione d’uso e diventeranno immobili residenziali». L’idea è quella di «venderle oppure, in joint venture con chi fa immobiliare, di costruire e poi mettere in affitto». E sembra questa l’ipotesi più probabile: «Queste zone di Milano – spiega il numero uno del gruppo San Donato – oggi valgono tot, ma tra trent’anni varranno molto di più. Non avrebbe senso vendere sottocosto adesso, mentre la città è in crescita esponenziale. Per noi è meglio fare un progetto con dei partner del settore che semplicemente vendere le strutture, perché varranno di più sul lungo termine».

Non perdere l’opportunità dell’Ema
A margine dell’incontro Rotelli è intervenuto anche sul trasferimento dell’Ema ad Amsterdam e il ricorso dell’Italia. «Non dobbiamo rinunciare a niente - dice -. Milano può diventare la capitale mondiale del turismo sanitario e la presenza dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) da questo punto di vista è strategica. Avere Ema a Milano permetterebbe alla ricerca italiana di essere sempre più competitiva e darebbe una visibilità alla città».

L’idea di una healthcare week
Rotelli lancia poi l’idea di organizzare nel capoluogo lombardo una settimana dedicata al mondo della sanità, sulla falsa riga di quanto già accade per altri settori: «A Milano c’è una fashion week, c’è una food week, bisognerebbe avere una healthcare week. Sarebbe fantastico riunire tutta la filiera - ospedali pubblici e privati, istituzioni, venditori di device e chi fa ricerca - con l’obiettivo di fare una settimana intera dedicata alla sanita' per mostrare al mondo cosa siamo capaci di fare».


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