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Perché si è dimessa Paola Testori Coggi, direttore della Dg Sanco a Bruxelles

di Giuseppe Chiellino (da www.ilsole24ore.com)

Un errore procedurale in una gara d'appalto per un valore "largamente inferiore a 100mila euro" è all'origine delle dimissioni annunciate ieri da Paola Testori Coggi dalla direzione generale Salute e tutela del consumatore (Dg Sanco) della Commissione europea, dopo 32 anni di carriera senza macchia nelle istituzioni comunitarie. Una somma ridicola se rapportata agli importi che gestiscono normalmente i direttori delle dg. Secondo quanto è stato possibile ricostruire, l'appalto in questione avrebbe avuto un esito diverso da quello desiderato, dunque sarebbe stato annullato e ripetuto. In seguito ad una denuncia è partita l'inchiesta interna che ha preso via via una brutta piega per una delle poche donne italiane che occupava la posizione di direttore in Commissione. Testori Coggi rischiava una pesante sanzione disciplinare, anche se con motivazioni quanto meno discutibili. Per evitare il declassamento o provvedimenti ancora più pesanti ha preferito dimettersi. Va sottolineato, in ogni caso, che le fonti interpellate confermano quanto già affermato ieri ufficialmente dalla Commissione, e cioè che non c'è alcuna evidenza che dalla vicenda Paola Testori Coggi possa aver tratto il sia pur minimo vantaggio personale. Così come non c'è stato alcun danno per il bilancio della Commissione.
La vicenda è un colpo durissimo non solo per Testori Coggi che era in Commissione dal 1983, ma per tutti gli italiani che lavorano ad alti livelli nelle istituzioni comunitarie. In un ambiente in cui la competizione, anche tra gruppi nazionali, è spesso spietata, fa comodo a molti associare la nazionalità italiana all'idea di corruzione, tanto più mentre è in corso la transizione tra Barroso e Juncker che inevitabilmente porta avvicendamenti e giochi di palazzo. A questo punto, però il dubbio su come realmente siano andate le cose è legittimo: è stato un banale errore di procedura senza conseguenze (ma la lunga esperienza della Testori porterebbe ad escludere questa ipotesi) o la funzionaria italiana che negli anni ha scalato le gerarchie europee ha pagato per decisioni e colpe di altri? Paola Testori Coggi è entrata in Commissione nel 1983 e ha lavorato, tra l'altro, nel gabinetto di Vittorio Maria Pandolfi (commissario italiano 1988-1993), e con Emma Bonino che dal '95 al 99 è stata commissario alle Politiche dei consumatori.