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La microbiologia clinica, un'attività strategica nella medicina di oggi

di Pierangelo Clerici (Presidente Amcli - Associazione microbiologi clinici italiani)

In Italia operano oltre 50 strutture di microbiologia clinica, con oltre 2000 addetti. Il recente 43° Congresso nazionale dell'Amcli, tenutosi a Rimini, si è svolto in un periodo economico e sociale molto complesso, nel quale tutti sono chiamati a misurarsi con nuove improrogabili necessità. Il contenimento della spesa pubblica, l'evoluzione del concetto di assistenza sanitaria e i continui progressi compiuti dalla ricerca e dalla medicina, con le conseguenti necessità di bilanciare il diritto alla migliore cura disponibile e il contenimento della spesa pubblica.

La Microbiologia clinica italiana sta compiendo passi sempre più significativi, anche se silenziosi, in diversi settori. Mi piace ricordare:
- l'ambizioso obiettivo di incidere su circa il 20% dei tumori umani (causati da virus) e che possiamo prevedere siano progressivamente ridotti grazie alle vaccinazioni, agli screening e al costante impegno nella diagnosi precoce;
- il quotidiano e gravoso ruolo che svolgiamo nella sorveglianza delle infezioni associate agli interventi sanitari, definito dall' OMS come uno dei punti critici della Sanità dei nostri giorni;
- la sfida continua che ci pone la diagnosi delle cosiddette " infezioni emergenti" legate ai cambi climatici e alla globalizzazione;
- non ultimo, l'impegno umano e professionale che stiamo profondendo nell'aiutare i paesi africani colpiti dall'emergenza Ebola.

Questi straordinari sforzi devono tuttavia misurarsi con gli stringenti vincoli che la crisi economica e finanziaria impone anche alla Sanità. Nell'ambito di una politica di riduzione tout court dei costi, è possibile incidere su voci di spesa che attengono attività ritenute non core. Ebbene, il nostro operato incide profondamente nella riduzione dei tempi di degenza, nell' utilizzo dei farmaci antimicrobici più opportuni, nello spostamento di pazienti in strutture diverse dall'ospedale (si pensi alle Rsa e alle lungodegenze). Ma non solo: la microbiologia clinica è diventata il partner insostituibile nella costruzione e validazione della maggior parte dei percorsi diagnostico-clinico-terapeutici.
Siamo convinti che tutto questo sia un valore che può ulteriormente estrinsecare le sue potenzialità qualora si riesca a ridefinire l' organizzazione della Microbiologia Clinica in Italia.

Al recente Congresso di Rimini sono state presentate alcune esperienze regionali, anche abbastanza diverse tra loro, ma che vanno nella direzione suggerita da Amcli: la costruzione di una rete nazionale dei laboratori di Microbiologia e Virologia che parte, ovviamente, dalle realtà regionali. Le finalità dell'azione intrapresa da Amcli sono di: a) costituire modelli di gestione integrata della diagnostica microbiologica nella continuità ospedale-territorio; b) definire un modello di gestione a rete caratterizzato da diversi livelli di competenza scientifica, tecnico-organizzativa e clinica; 3) definire i diversi livelli di organizzazione dei servizi per un uso appropriato delle prestazioni microbiologiche.
I parametri per realizzare una rete nazionale delle Microbiologie sono il bacino di utenza territoriale servito, le caratteristiche ospedaliere di riferimento (posti letto, tipologia attività di cura), la strumentazione necessaria (presente o da acquisire); l'expertise esistente del personale e sue capacità di sviluppo; le evidenze costo-efficacia.
Sarà un percorso lungo e con vari ostacoli, ma a beneficiarne saranno i milioni di pazienti che ogni giorno entrano in un centro di cura per vedere soddisfatta una umana necessità di prevenzione e guarigione. Ma non solo: sarà perseguito l'obiettivo di una migliore allocazione delle risorse, garantendo sempre come primario l'intervento diagnostico sul paziente e, al tempo stesso, faranno create le migliori condizioni affinché il Microbiologo possa operare ed esprimere al meglio la propria professionalità.