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Neurogap, una rete internazionale per arginare la dipendenza da gioco

di Gabriele Zanardi (Università degli studi di Pavia, Dip. di Sanità pubblica, medicina sperimentale e forense, gruppo di lavoro Neurogap)

Giocare d'azzardo? Che significato psicologico e comportamentale ha sapere e conoscere che il 73 è ritardatario per 253 volte sulla ruota di Venezia? Perché, pur sapendo che la probabilità di vincita giocando il funambolico 73 rimane 1/90 il numero diventa più interessante e, fantasticamente, più facilmente estraibile? Perché ci sono persone che investono un intero stipendio, una stabilità economica o una vita di risparmi in una rullatala alla slot machine, come se non vedessero nulla oltre al brivido del rischio?
Il gioco d'azzardo nel nostro Paese ha assunto dimensioni rilevanti (stime recenti indicano tra i 300milia e il milione e mezzo i giocatori patologici, e tra i 700mila e i 2,2 milioni i giocatori problematici), seppure non ancora ben definite, e ha attratto una lunga sequela di azioni pubblicitarie marchiate dalla frase "gioca responsabilmente". Il gioco d'azzardo porta con sé un rischio che, in particolari gruppi di persone ad alta vulnerabilità, può sfociare in una vera e propria dipendenza comportamentale, il Gioco d'azzardo patologico - Gap. Questo profilo assume toni di un disturbo ossessivo compulsivo, ovvero un insieme di azioni che possono portare gravi disagi per la persona, derivanti dall'incontrollabilità del proprio comportamento di gioco e contemporaneamente la possibilità di generare gravi problemi sociali e finanziari come una qualsiasi forma di tossicodipendenza.
Il gioco d'azzardo patologico Il Gap è spesso associato all'uso di sostanze stupefacenti, all'abuso alcolico e alla presenza di patologie psichiatriche. Colpisce particolarmente i giovani, sebbene gli adulti e gli anziani non ne siano esenti. Queste considerazioni, unite al corretto dimensionamento del fenomeno (per mezzo di osservazioni scientifiche) che ha raggiunto livelli di guardia per le ricadute patologiche con cui si manifesta, sia in ambito sanitario che sociale, rendono necessaria l'attivazione di strategie e linee d'azione coordinate, scientificamente orientate e finalizzate alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione. Tali strategie e linee d'azione dovranno essere indirizzate, da un lato, alla filiera del gioco legale distribuita sul territorio nazionale, dall'altro, alle istituzioni socio-sanitarie cui competono le attività di cura e di recupero delle persone con diagnosi di gioco d'azzardo patologico.
In tale ambito nasce il progetto Neurogap che si pone come obiettivo generale la creazione di una rete nazionale, coordinata e istituzionale per la ricerca sul gioco d'azzardo patologico e sulle patologie a esso correlate nell'ambito delle neuroscienze, delle scienze del comportamento e sociali, anche in collaborazione con realtà internazionali.
Come cambattere la dipendenza Gli obiettivi specifici verteranno sull'attivazione di studi circa possibili fattori di vulnerabilità e di rischio per il gioco d'azzardo patologico con riferimento anche all'esposizione pubblicitaria, studi sulle comorbilità relative al GAP con riferimento specifico alla dipendenza da sostanze e alle comorbilità psichiatriche, studi per la definizione di modelli, tecniche e indicatori per la valutazione dell'efficacia (outcome) dei percorsi di cura e riabilitazione per i giocatori d'azzardo patologici e di modelli e tecniche per la prevenzione delle recidive nei giocatori d'azzardo patologici. Infine verranno attivate ricerche per lo sviluppo di tecniche di neuroimaging per lo studio del pazienti in fase di trattamento e non
Il progetto, coordinato dal Prof. Giovanni Biggio, Istituto di Neuroscienze, CNR, ha come primo agito la realizzazione di un congresso internazionale che si tiene a Roma il 20 febbraio prossimo, dal titolo "Gioco d'Azzardo Patologico (GAP): dalla Neurobiologia Sperimentale alla Clinica" presso l'Aula Convegni Cnr Piazzale Aldo Moro, rivolto a tutti gli operatori del settore.
Congresso internazionale L'appuntamento, oltre a raccogliere i più rilevanti contributi da esperti internazionali e nazionali con argomentazioni che vanno dalla sperimentazione farmacologica al trattamento clinico sui pazienti, realizzerà una "contaminazione diretta" in merito alle recenti e più efficaci strategie nella gestione e nella cura della problematica. Per questo a tutti i partecipanti verrà distribuito un documento di sintesi pragmatica e applicativa, come linea guida per un'azione efficace e consapevole.
Vi sarà inoltre una tavola rotonda con diverse realtà nazionali per discutere delle indicazioni applicative che riguardano le amministrazioni locali, regionali e sanitarie.
Neurogap vuole assumere una nuova dimensione di presa in carico di un disagio dilagante che merita un intervento puntuale e multidisciplinare, su base scientifica, che ponga la persona al centro dell'azione di cura per ristabilire benessere personale e sociale, e contemporaneamente esercitare un'azione culturale condivisa e comunicativa a tutela delle fasce vulnerabili e sensibili dell'intera comunità nazionale.