Dal Governo

Decretone Balduzzi: le richieste delle Regioni

E' prevista domani, 4 settembre la riunione delle Regioni per la messa a punto organica delle richieste di modifica al decretone del ministro della Salute Renato Balduzzi, anticipato nei contenuti da Il Sole-24 Ore del 25 agosto (VEDI) e per il testo da www.ilsole24ore.com(VEDI) . Questo se la riunione del Consiglio dei ministri per il varo del provvedimento - slittata dalla data originaria del 31 agosto - sarà fissata per mercoledì 5 settembre, altrimenti se il Cdm sarà previsto venerdì 7 anche le Regioni si aggiorneranno al 6 settembre.

Inmtanto i tecnici del minsitero sono al lavoro per trovare una soluzione ai nodi sollevati da diversi ministeri. Il rinvio della tornata a Palazzo Chigi del 31 agosto , non sorprende, considerate le perplessità già manifestate in preconsiglio da alcuni ministeri. A cominciare dalle coperture economiche (tra i provvedimenti introdotti dal decreto c'è la disponibilità in servizio dei medici di base 24 ore su 24). Ma è discussione animata anche sul carattere di necessità e urgenza di alcune delle misure previste dal provvedimento. Confronto aperto anche sugli effetti di alcune contromisure previste contro stili di vita giudicati scorretti, come la stretta sui giochi (videopoker lontani da scuole) o la tassa sulle bibite zuccherate.

A essere fortemente contrario sarebbe invece soprattutto il ministero dell'Economia che ha messo nero su bianco le proprie motivazioni in un documento di 28 cartelle. Nel mirino, in particolare, la stretta sugli apparecchi per il gioco d'azzardo. Il divieto di installazione di new slot e videopoker fuori del raggio di 500 metri da scuole, luoghi frequentati da giovani, parrocchie e ospedali determinerebbe, di fatto, l'azzeramento dell'offerta legale nei centri urbani. Si tratterebbe poi di smantellare la rete attuale, con danni per gli operatori e per i concessionari (che potrebbero rivalersi contro lo Stato). Senza contare gli effetti sulle casse dell'erario che vedrebbero pregiudicate una buona parte delle entrate fiscali da gioco, che nel 2011 sono state di circa 9 miliardi.

Nella riunione già svolta la scorsa settimana la commissione Salute delle Regioni ha intanto previsto intanto tagli, sostituzioni e riformulazioni al testo del decreto e anche 5 articoli aggiunti ai 27 pensati dal ministero.

Il primo taglio eclatante riguarda il "Programma nazionale per la non Autosufficienza": «Cassare l'intero articolo», scrivono le Regioni. «Motivazione: mancanza di risorse; sovrapposizione delle competenze e violazione del Titolo V della Costituzione».

Eliminato anche l'intero comma 9 dell'articolo 11 ("Disposizioni in materia di vendita di prodotti del tabacco, di bevande e misure di prevenzione per contrastare la dipendenza da gioco d'azzardo patologico"), quello che riguarda l'obbligo di certificazione specialistica medico-sportiva.

Le proposte - si legge nel documento - sono rese nello spirito di «leale collaborazione tra soggetti istituzionali che in base alla norma costituzionale hanno responsabilità concorrente nelle materie prese in esame».

In termini generali «si sottolinea la assoluta necessità che siano previste le adeguate coperture economiche per tutte le misure che, direttamente o indirettamente, prevedono ulteriori costi per il Ssn» e che «nessuna risorsa aggiuntiva potrà ricadere sulle Regioni».

Secondo la commissione «sul sistema sanitario gravano tuttora le incertezze e le preoccupazioni che hanno indotto la Conferenza delle Regioni a considerare impercorribile la comune elaborazione del nuovo Patto per la Salute senza che siano modificate le previsioni dei pesantissimi tagli del Fsn per il 2013 e 2014» e sottolinea che «con il decreto legge spending review il quadro si è ulteriormente aggravato, non solo per gli anni in questione ma anche per il 2015».

Nelle osservazioni delle Regioni l'articolo 1 del decreto («Norme per la razionalizzazione dell'attività assistenziale e sanitaria») viene interamente sostituito e praticamente raddoppiato nella lunghezza. All'articolo 2, quello sull'intramoania, è aggiunto che «al comma 1 lett. b) dopo le parole: '...altri soggetti pubblici' aggiungere 'e privati'».

Altra aggiunta la previsione di «ulteriori modalità e criteri per l'esercizio della libera professione intra ed extramuraria» da parte del personale del servizio sanitario «assicurando comunque il superamento della fase transitoria nell'utilizzazione degli studi professionali da parte dei dirigenti sanitari». In questo caso «le norme di cui al presente articolo cessano di avere efficacia al momento dell'entrata in vigore delle disposizioni regionali».

Altre modifiche all'articolo 14, quello sulla «Tutela brevettuale dei farmaci»: «dalla data di scadenza del brevetto i farmaci rimborsati dal Ssn, in assenza della commercializzazione del corrispondente farmaco equivalente l'azienda farmaceutica è tenuta alla riduzione del prezzo del 40%». E le Regioni chiedono d'inserire nel decreto un articolo 14 bis sulla «Modifica della norma sulla prescrizione di medicinali equivalenti».

Osservazioni anche all'articolo 22 su «Disposizioni sul trasferimento delle farmacie» e 23 («Razionalizzazione di taluni enti sanitari»). In quest'ultimo è aggiunto un «rappresentante delle Regioni» non previsto dal decreto nella commissione di valutazione nominata dal ministero per il riconoscimento di eventuali enti sanitari sul territorio.

Nello specifico delle fondazioni Irccs, gli Istituti non trasformati e quelli privati, se questi dovessero perdere i requisiti richiesti, le Regioni chiedono di «cassare la seguente frase: "Il ministro della Salute e la Regione competente possono immediatamente sostituire i propri designati all'interno dei consigli di amministrazione, nonchè sospendere cautelativamente l'accesso al finanziamento degli enti interessati"».

Infine, i cinque articoli in più (28, 29, -30, -30 bis e 31).

Il primo riguarda «Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni» e contiene una nuova strategia di assetto contabile che prevede una «una sperimentazione, della durata di due esercizi finanziari».

L'articolo 29 è sulla «Mobilità del personale delle aziende sanitarie» e ridefinisce i criteri per la mobilità, e il 30 chiede l'attuazione della direttiva Ue relativa «all'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso dall'Unice, Ceep e Ces».

L'articolo 30 bis riguarda il «Personale con contratti di lavoro a tempo determinato e i livelli di spesa», mentre il 31 riguarda le «Disposizioni in merito al trattamento fiscale relativo ai consumi di gas metano delle aziende e degli enti del Ssn» per i quali si richiede l'applicazione dell'«aliquota fiscale ridotta prevista per tutte le attivita' industriali produttive di beni e servizi».
L'ULTIMO TESTO DELLO SCHEMA DI DECRETO