Dal Governo

Costi della politica: nel decreto approvato dal Consiglio dei ministri il 5% dei fondi sanitari trattenuto alle Regioni inadempienti

Per garantire il rispetto delle norme sul taglio dei costi della politica, il decreto legge approvato poco fa in Consilgio dei ministri introduce un sistema di sanzioni dirette e indirette a carico delle Regioni. Le sanzioni, che entreranno in vigore dal 2013, si applicano alle Regioni inadempienti al 30 novembre 2012 (oppure entro 6 mesi dall'entrata in vigore del decreto se occorre procedere a modifiche statutarie) rispetto alla riduzione di consiglieri, assessori e realtive indennità e prevedono, in un primo tempo, l'accantonamento dell'80% dei trasferimenti erariali dello Stato (ad eccezione di sanità e trasporto pubblico locale) e il 5% dei trasferimenti per la sanità. Nel caso in cui l'inadempienza persista è prevista una diffida da parte del Governo e la successiva procedura per lo scioglimento del Consiglio.

Il decreto legge prevede nuove regole finalizzate a riequilibrare la situazione finanziaria di enti locali in difficoltà e a favorire la trasparenza e la riduzione dei costi degli apparati politici regionali, nell'obiettivo di assicurare negli enti territoriali una gestione amministrativa e contabile efficiente, trasparente e rispettosa della legalità.

Il tutto per frenare sprechi ed usi impropri delle finanze pubbliche a livello locale. Seguiranno presto altri provvedimenti, spiega il comunicato di Palazzo Chigi, che comporteranno una proposta di revisione della ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni per assicurare un assetto razionale ed efficiente, con l'eliminazione di sovrapposizioni e duplicazioni burocratiche e chiameranno regioni ed enti locali a concorrere agli obiettivi di finanza pubblica, al consolidamento dei conti e al rispetto del pareggio di bilancio.

L'aumento del deficit di bilancio di molte amministrazioni è il risultato, oltre che del ricorso all'indebitamento, «anche dell'utilizzo opaco dei fondi - si legge nel comunicato - da parte di alcune regioni e di un sistema farraginoso di controllo e valutazione delle performances. I dati diffusi dal ministero dell'Economia (Siope) e dal commissario straordinario per la razionalizzazione della spesa confermano che questi elementi, insieme, hanno creato un sistema inefficiente ed economicamente insostenibile».