Dal Governo

Ddl stabilità: 1,5 miliardi in meno al Ssn. «Insostenibile» è il commento di Regioni e parlamentari

Taglio di 1,5 miliardi al fabbisogno sanitario nazionale, grazie a una ulteriore riduzione della spesa per l'acquisto di beni e servizi e dispositivi medici. È quanto prevede la bozza in entrata al Consilgio dei ministri della legge di stabilità.
Il risparmio di un miliardo e mezzo si ottiene rivedendo i tagli già introdotti con la spending review: si porta infatti dal 5 al 10%, a partire dal 2013, il taglio dei contratti in essere per l'acquisto di beni e servizi (esclusi i farmaci), mentre il tetto di spesa per l'acquisto di dispositivi medici è ulteriormente abbassato, passando dal 4,9 al 4% nel 2013 e dal 4 al 3,9% nel 2014. In più le Regioni che non useranno la piattaforma Consip o le centrali di acquisto non accederanno al finanziamento integrativo al Ssn.

Forti le reazioni sulle previonio della legge.

Ha fatto sentire forte il proprio no il ministro Renato Balduzzi davanti al taglio di 1,5 miliardi alle Asl, che dovranno risparmiare nell'acquisto di beni e servizi (dalle siringhe alle mense degli ospedali). «Sono tagli - ha detto il titolare della Sanità - insostenibili visto che si sommano a
quelli dello scorso giugno».

«La sanità ha già dato e il paventato taglio di oltre un miliardo sarebbe un colpo inaudito per il Ssn oltreché incoerente con i recenti provvedimenti del Governo», ha dichiarato Livia Turco (Pd), relatrice del Dl Sanità del ministro Balduzzi in discussione alla Camera. «Se fossero confermate queste indiscrezioni - aggiunge Turco - sarebbe meglio accantonare i lavori del decreto perché é evidente che per colpa dei tagli sarebbe impossibile riorganizzare la medicina territoriale e garantire unacontinuità assistenziale h24 per tutta le settimana su tutto il territorio nazionale, né si potrebbero evitare gli errori in campo medico e promuovere maggiore sicurezza per i pazienti, per non parlare dell'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza. Senza questi aspetti il decreto sarebbe di fatto svuotato. Tanto vale allora nterromperne la discussione».


«Abbiamo detto al Governo che dobbiamo già gestire due manovre sul 2013 più la spending review: non ci sono le condizioni per poter pesare ulteriormente su alcuni servizi, come la sanità e il trasporto locale», ha dichiarato il presidente della conferenza delle Regioni Vasco Errani, lasciando Palazzo Chigi, al termine dell'incontro con il Governo a sulla legge di stabilità. «Mi auguro - ha concluso - che il governo sappia
assicurare ai cittadini i livelli essenziali di assistenza. Diversamente, la stessa gestione delle regioni verrebbe travolta e sarebbe impossibile governare il sistema».


«I nuovi tagli alla sanità previsti dalla legge di stabilità non si possono votare. Il Partito Democratico non può sostenere l'ennesima legge che impoverisce la sanità pubblica e ne ferisce gli operatori. Dopo 21 miliardi di tagli, aggiungere altri 1,5 miliardi significa dare l'impulso per il
tracollo definitivo», ha affermato il senatore del Pd Ignazio Marino, presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sul Ssn.
«Nelle Regioni più ricche - prosegue Marino - gli ospedali pubblici offrono un'assistenza di buon livello solo per l'abnegazione di medici, tecnici e infermieri: manca il sapone nei bagni, l'acqua potabile per il personale che fa il turno di notte e addirittura, nei casi più gravi, si finisce per rimandare a casa i pazienti che soffrono per un tumore, perche' mancano i farmaci chemioterapici. Se il Governo vuole percorrere la strada già progettata in passato e distruggere il Ssn fino ad arrivare a una sanità privata sul modello americano, lo dica chiaramente. I cittadini non ne possono piu' e il Paese non lo accetterà».

E un altro provvedimento è all'approvazione del Consilgio dei ministri: il disegno di legge costituzionale di modifica del Titolo V sull'assetto delle funzioni delle Regioni e degli enti locali.

Queste le novità secondo la bozza di ingresso a Palazzo Chigi.

Formula di salvaguardia - Il testo che propone il Governo introduce all'articolo 117 una formula di salvaguardia che affida allo Stato, a prescindere dalla ripartizione con le Regioni, il compito di garante dei diritti costituzionali e dell'unità della Repubblica.

Rapporti internazionali - È attribuita completamente allo Stato la legislazione in materia di rapporti internazionali e comunitari, anche per la parte relativa alle Regioni, sopprimendo così l'attuale forma concorrente prevista dalla Carta.

Controllo della Corte dei conti esteso alle Regioni - Il controllo
preventivo di legittimità sugli atti del Governo viene esteso, oltre che sugli atti del Governo, alle Regioni e ai bilanci regionali. Il nuovo testo introduce la partecipazione delle Regioni a statuto speciale al principio dell'equilibrio di bilancio e al patto di stabilità (derivanti dall'ordinamento Ue).

Estesa la legislazione dello Stato - In futuro lo Stato avrà legislazione esclusiva anche in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. di pertinenza statale saranno anche le norme generali sul procedimento amministrativo, sui livelli minimi generali di semplificazione amministrativa e disciplina giuridica del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche (materie che attualmente non sono previste dall'art.117 ma che la Corte Costituzionale ha sostanzialmente attribuito allo Stato al fine di evitare contenziosi).

Disciplina Comuni e Province - Lo Stato si occuperà anche della disciplina generale circa le funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane. Questa specificazione prende le mosse nell'ambito delle riforme realizzate o in via di attuazione per le Province e le Città Metropolitane.

Legislazione esclusiva su porti e aeroporti - Non saranno più a legislazione concorrente ma esclusive dello Stato le materie relative a: porti marittimi e aeroporti civili (di interesse nazionale e internazionale), grandi reti di trasporto e navigazione, ordinamento della comunicazione e produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia.

Turismo diventa materia concorrente - Il turismo diventa
materia di legislazione concorrente, in linea con la giurisprudenza della Consulta; di questo ambito faranno parte anche i porti lacuali e fluviali, i porti marittimi e gli aeroporti civili di interesse regionale.

Ridefinito il rapporto tra legislazione Stato e Regioni - Il Ddl ridefinisce nel suo complesso il rapporto fra legislazione statale e regionale nelle materie di competenza concorrente. Le Regioni sono chiamate a esercitare la potestà legislativa nel rispetto della legislazione dello stato, che, nelle medesime materie, disciplina i profili funzionali all'unità giuridica ed economica dello stato.

Disciplinata competenza residuale delle Regioni - Viene fatta chiarezza sulla competenza legislativa residuale delle Regioni, osservando che queste, nelle materie non attribuite alla legislazione esclusiva dello Stato o alla legislazione concorrente, esercitano la potestà legislativa nel rispetto della legislazione dello Stato.

La Conferenza Stato-Regioni assume rango costituzionale - La
Conferenza Stato-Regioni avrà rango costituzionale; è previsto inoltre che, per abbassare il contenzioso, non possa essere adita la consulta (dallo Stato, dalle regioni e dalle Province autonome) quando in Conferenza si ottenga un'intesa o un parere favorevole.