Dal Governo

L'autunno rovente della sanità

di Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore)

Il "decretone Balduzzi" che corre verso un possibile voto di fiducia. La legge di stabilità sotto tiro ancora prima di approdare in Parlamento.

L'autunno si annuncia una polveriera per il pianeta sanità. Anche se il ministro della Salute, che è riuscito a far dimezzare i nuovi tagli, nega qualsiasi rischio di «insostenibilità» per il sistema sanitario pubblico, come invece affermano in coro Regioni, sindacati e imprese.

Proprio dal nuovo testo della legge di stabilità arrivano intanto altre novità.

Confermate le nuove cifre dei tagli: 600 milioni nel 2013, 1 miliardo a regime a partire dal 2014. La scure colpirà nel 2013 i contratti in essere per l'acquisto di beni e servizi, che dovranno essere ridotti del 10 per cento. Poi interesserà il tetto di spesa per l'acquisto dei dispositivi medici: nel 2013 sarà pari al 4,8% del fondo sanitario, mentre nel 2014 scenderà ancora al 4,4 per cento. «Penso che la misura del concorso del comparto sanitario alla legge di stabilità, sia una misura sostenibile», ha ribadito ieri Balduzzi. Il Ssn terrà, assicura insomma il ministro: «Mi auguro che le Regioni apprezzino lo sforzo fatto dal Consiglio dei ministri».

Ma i governatori sono convinti del contrario e considerano ingestibile il Ssn dopo i colpi assestati a ripetizione dalla manovra 2011 di Tremonti, da quella di dicembre di Monti, poi dalla spending review e adesso dalla legge di stabilità. Il «Patto per la salute», a questo punto, rischia di finire in un labirinto: dovrebbe essere sottoscritto entro metà novembre, ma il Governo potrebbe procedere d'autorità.

Sulla stessa onda di lunghezza dei governatori, almeno per quanto riguarda i tagli di spesa, stanno anche i sindacati, che pure non remano mai in direzione delle Regioni, anzi. «L'incremento del definanziamento fa calare la notte sulla sanità pubblica, alla quale evidentemente è dedicata l'operazione "cieli bui". Rischiamo il tracollo del sistema del Welfare», afferma Costantino Troise, segretario nazionale del principale sindacato dei medici ospedalieri, l'Anaao. Una nota di ironia verso le Regioni usano invece i radiologi del Snr: chiedono che nella riforma del titolo V della Costituzione anche la sanità diventi di competenza esclusiva dello Stato. In poche parole: bene che le Regioni battano cassa, male che amministrino.

In attesa che la legge di stabilità sbarchi in Parlamento, entra intanto nel vivo alla Camera il "decretone Balduzzi". Oggi la commissione Affari sociali dovrebbe concludere l'esame in sede referente per l'avvio della discussione in aula da lunedì. Manca però ancora il parere della commissione Bilancio, che su giochi e scommesse potrebbe mettersi di traverso per ragioni di cassa. Ieri una bocciatura è arrivata dalla commissione Attività produttive, che chiede di riportare al 12% (dal 20%) la percentuale di frutta presente nelle bevande: si bloccherebbe la catena di produzione industriale, afferma. Per il decretone (16 articoli) i tempi si fanno stretti e il rischio del tritacarne degli emendamenti è a portata di mano. Non a caso cominciano a girare voci di un voto di fiducia. Balduzzi frena, ma insieme mette in guardia: «La fiducia? Bisognerà vedere gli emendamenti che saranno presentati in aula. Adesso non è possibile fare una previsione».