Dal Governo

Opg: «sì» del Governo alla proroga di un anno. Nello stesso decreto legge il "salvacondotto" per le cure alla piccola Sofia


Alla fine, dopo tante ipotesi , ha prevalso l'idea di una proroga annuale per gli ospedali psichiatrici giudiziari. Con un decreto legge varato oggi - lo stesso che contiene anche norme sull'«impiego di medicinali per terapie avanzate» e che autorizza la prosecuzione delle cure già avviate, come per la piccola Sofia - il Consiglio dei ministri ha rinviato al 1° aprile 2014 la chiusura degli Opg, «in attesa della realizzazione da parte delle Regioni delle strutture sanitarie sostitutive». Un anno di tempo in più rispetto a quel 31 marzo 2013 che era stato fissato dalla legge 9/2012 e che si è rivelato un termine impossibile da rispettare.

Opg ancora per un anno. Nel decreto si sollecitano le Regioni a prevedere «interventi che comunque supportino l'adozione da parte dei magistrati di misure alternative all'internamento, potenziando i servizi di salute mentale sul territorio. In caso di inadempienza, si prevede un unico commissario per tutte le Regioni per le quali si rendono necessari gli interventi sostitutivi».

Durissimo il commento del senatore Ignazio Marino (Pd), appena rieletto, che era stato l'ispiratore della riforma. «Da presidente della commissione d'Inchiesta sul Servizio sanitario nazionale sono riuscito a far approvare dal Parlamento una legge che oltre a prevedere la chiusura dei manicomi criminali per il 31 marzo 2013 stanziava anche 272 milioni di euro per la costruzione di nuove strutture e 55 milioni di euro ogni anno per il personale medico e tecnico. Ora quei soldi sono lì, fermi, e il Governo uscente ci comunica che nulla è stato fatto per più di mille persone che a tutt'oggi continuano a essere internate in luoghi che ledono la loro dignità, luoghi definiti "di tortura" dal Consiglio d'Europa». Marino chiede dunque «la nomina immediata di un Commissario ad hoc che prenda in carico la situazione e agisca dove Governo nazionale e Regioni hanno fallito».

Per il Comitato StopOpg, il problema non è affatto il ritardo nell'apertura dei "miniOPG regionali", le strutture speciali previsti dalla legge 9/2012 al posto degli attuali sei Opg: il Comitato propone di non realizzarli ma di usare invece il budget previsto per potenziare i servizi di salute mentale delle Asl. «L'alternativa agli Opg non poteva e non può essere quella dei manicomi regionali», dicono Stefano Cecconi, Giovanna Del Giudice e Denise Amerini. «Per abolire definitivamente gli Opg, terribili residui della logica manicomiale che prevede un trattamento speciale per i "folli autori di reato", occorre cambiare il Codice penale. Ma intanto oggi si possono superare gli Opg, scongiurare l'apertura al loro posto dei manicomi regionali (miniOpg), e cosi tornare allo "spirito originale" della "riforma Basaglia", la legge 180, che, chiudendo i manicomi, restituì dignità e cittadinanza alle persone malate di mente».

Staminali: disco verde alle terapie già avviate. Quanto alle terapie con staminali, il Dl stabilisce all'articolo 2 che tutti i pazienti che hanno iniziato le cure con il metodo Stamina potranno portare a termine i loro protocolli anche se il laboratorio di riferimento (nel caso della piccola Sofia quello degli Spedali Civili di Brescia) non è autorizzato. Per il ministro della Salute, Renato Balduzzi, «la norma si basa sul principio etico per cui un trattamento sanitario già avviato che non abbia dato gravi effetti collaterali non deve essere interrotto. Il decreto chiarisce inoltre - prosegue Balduzzi - che devono considerarsi come "avviati" anche i trattamenti per i quali sono stati compiuti atti preparatori (il prelievo di cellule dal paziente o da donatore destinate all'uso terapeutico) e quelli già ordinati dall'autorità giudiziaria. Per tutti questi trattamenti terapeutici ci sarà un'attenta valutazione degli esiti, con l'acquisizione di tutti i dati clinici dei pazienti sottoposti al trattamento».

Il decreto legge prevede anche che d'ora in poi tutti i «medicinali per terapie avanzate preparati su base non ripetitiva», in cui rientrano i trattamenti con le staminali, possano essere utilizzati esclusivamente in un ospedale pubblico, clinica universitaria o istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. Con un regolamento ministeriale da emanare nei prossimi giorni saranno fissate regole più precise per garantire la sicurezza dei pazienti e sarà fissata una precisa procedura di valutazione degli esiti dell'impiego di queste terapie.