Dal Governo

Le nuove regole per gli "acquisti in economia" della Salute in Gazzetta

Nuovi elenchi per gli acquisiti in economia del ministero della Salute. Quelli cioè considerati urgenti e che comunque non superino i limiti di importo fissati per le singole voci di spes. Attualmente gli acquisti in economia sono previsti fino a 137mila euro per le amministrazioni aggiudicatrici e per importi inferiori ai 211mila euro per le stazioni appaltanti (ma si tratta di importi "adeguabili").

Il decreto 26 aprile 2013 della Salute, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 154 del 3 luglio 2013 , fissa la nuova disciplina dei lavori, servizi e forniture in economia e lo fa indicando in due allegati i beni e i servizi acquistabili e i lavori possibili.

Nel lungo elenco dei primi (sono 30, anche con alcune sottovoci) si parte dalle spese per iniziative di informazione e comunicazione istituzionale, anche attraverso la realizzazione e la diffusione, compresa quella telematica, di testi, opuscoli, manifesti, audiovisivi, compresi i servizi di monitoraggio e di verifica delle iniziative; servizi delle agenzie di stampa e di informazione, servizi di rassegna stampa.

Poi i servizi di consulenza, la divulgazione di bandi di gara, l'acquisto di giornali, la rilegatura di riviste, i servizi di traduzione. E ci sono anche i servizi di facchinaggio, trasporto, spedizione e nolo, spese di dogana, assicurazione, magazzinaggio e manovalanza e l'acquisto di coppe, medaglie, diplomi e altri oggetti per premi e benemerenze.
Non manca il capitolo delle spese di rappresentanza e servizi di accoglienza e ospitalità per incontri con delegazioni internazionali e quelli per l'acquisto di cancelleria, ma anche di terminali e materiale informatico e della loro manutenzione, di mobili, climatizzatori, fotocopiatrici, telefoni.
Nel decreto sono comprese anche le forniture, da quelle elettriche ai servizi di pulizia (derattizzazione compresa). E si arriva all'acquisto di medicinali, prodotti chimici, farmaceutici, fino a vaccini, disinfettanti e prodotti per la lotta alle sofisticazioni alimentari.

Più contenuto invece il capitolo delle spese in economia possibili per i "lavori". Sono solo sette voci e riguardano tutte lavori di manutenzione e/o completamento e/o riparazione di uffici, impianti, e interventi non programmabili sulla sicurezza e quelli destinati a «scongiurare» situazioni di pericolo a persone, animali o cose a danno dell'igiene e della salute pubblica o del patrimonio storico, artistico e culturale.

Il decreto fissa anche le regole per la conservazione e lo stoccaggio dei materiali sanitari.
Tutti dovranno arrivare (ed essere custoditi) nel magazzino centrale del materiale profilattico di Roma.
La Salute - sentita l'Economia però - può individuare magazzini periferici per la conservazione e la distribuzione dei materiali sanitari, fissando a livello interregionale la dotazione organica del personale e l'ufficio principale circoscrizionale dal quale dipende ciascun magazzino periferico.
I materiali profilattici che sono dichiarati dalla competente direzione generale tecnica del ministero non più rispondenti alle esigenze d'impiego, devono essere distrutti e il direttore generale dell'Ufficio generale dell'organizzazione, bilancio e personale del ministero della Salute dovrà provvedere al relativo scarico contabile.