Dal Governo

Farmaci innovativi: ecco la posizione delle Regioni

di Sara Todaro (da Il Sole-24 Ore Sanità)

Sulla patata bollente dei ritardi nell'accesso ai farmaci innovativi i e l'ancor più incandescente questione della rimborsabilità di alcuni medicinali sarà chiamata a esprimersi la Conferenza Stato-Regioni.

Lo ha deciso la Commissione Salute che nella seduta del 9 luglio ha fatto il punto sulle notizie in materia più volte rimbalzate dalle cronache soprattutto con l'esplodere della querelle sugli "oncologici non rimborsabili".

Per quanto riguarda quest'ultimo punto sotto la lente è la norma del Dl «Balduzzi» (L. 189/2012, art. 12, c. 2) che ha determinato un disallineamento tra registrazione del prodotto e la sua rimborsabilità da parte del Ssn, finora obbligate a procedere di pari passo. La questione è esplosa in relazione a due antitumorali, entrati sul mercato in Italia a fine maggio e momentaneamente inclusi nella nuova classe Cnn (non negoziati), in attesa della contrattazione di Aifa con l'azienda produttrice.

Secondo la Commissione salute la norma «mal si concilia con un sistema sanitario universalistico come il Ssn». Con in più l'aggravante che fino all'ammissione al rimborso la spesa sostenuta per quei farmaci - chiunque se ne accolli l'onere - non contribuirà alla determinazione del tetto e produrrà diritto al pay back.

Faro delle Regioni resta l'Accordo del 18 novembre 2010 (recepito nella «Balduzzi»), che impegna le Regioni a rendere immediatamente disponibili le cure individuate come innovative dalla Cts dell'Aifa «... anche senza il formale inserimento nei Prontuari terapeutici ospedalieri regionali». E l'eventuale mancato rispetto delle regole da parte di una Regione «non potrà essere preso a pretesto per sconvolgere l'attuale organizzazione del sistema farmaceutico regionale e nazionale».

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