Dal Governo

«Mai più proroghe per l'intramoenia allargata»: la promessa di Beatrice Lorenzin

«Mai più proroghe per l'intramoenia allargata: la legge c'è e va applicata». Parola della ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, intervenuta oggi alla presentazione del libro "La mangiatoia. Perché la sanità è diventata il più grande affare d'Italia», scritto dai giornalisti di Repubblica Michele Bocci e Fabio Tonacci. La promessa della ministra pare una risposta a chi chiedeva un'altra proroga esplicita al 31 dicembre per l'avvio della riforma approvata con la legge 189/2012 dall'ex ministro Renato Balduzzi, che prevede per i medici la possibilità di effettuare la libera professione nei propri studi a condizione che siano collegati in rete con l'ospedale.

Ma la riforma, ovvero il tentativo di fissare regole e paletti per contenere la libera professione intramuraria dei medici il più possibile all'interno delle strutture sanitarie, non è affatto partita , nonostante il successivo decreto firmato da Balduzzi con cui è stata delineata l'infrastruttura di rete per il supporto all'organizzazione delle attività intramoenia.

Al tema, spinoso e molto sentito dai medici, è dedicato uno dei tavoli di lavoro previsti nell'ambito del Patto per la salute. Un confronto cruciale, quello con le Regioni, in attesa della riorganizzazione definitiva dell'organizzazione del lavoro dei camici bianchi prevista entro il 2015.

«Credo che gli sprechi si possano tagliare facendo tagli chirurgici e non lineari e in questo senso vanno le misure come i nuovi costi standard e il Patto per la salute», ha aggiunto infatti la ministra. «Posso assicurare di avere la volontà di volere fare certe cose, disinnescando o scuotendo certi sistemi - quelli denunciati nel libro inchiesta presentato a Roma - ma le Regioni ci devono seguire in un percorso virtuoso avviato e sarà necessario far partire anche anche la terza gamba della Sanità, quella delle assicurazioni integrative».

Lorenzin ha anche richiamato l'importanza delle responsabilità individuali. «È un dovere tenersi sani», ha detto. Facendo l'esempio dell'attività fisica più banale: «Camminare 30 minuti al giorno e mangiare in modo sano allontana il diabete alimentare che ci costa 3 miliardi l'anno che si possono risparmiare e utilizzare in modo migliore».