Dal Governo

Lorenzin: «Anagrafe nazionale assistiti nella legge di stabilità»

Il cittadino-assistito al centro. Grazie anche al pieno "sfruttamento" dell'e-health e a criteri di trasparenza. Tradotto: anagrafe nazionale assistiti e piena accessibilità del "piano esiti". Sono questi insieme agli investimenti in prevenzione due dei criteri-cardine - oltre a quelli affrontati in risposta alle questioni poste dai senatori - enunciati dalla ministra della Salute Beatrice Lorenzin nel testo integrale introduttivo alla sua audizione di ieri in commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama.
Sul primo fronte, Lorenzin ha enunciato - nell'ambito dei «nuovi modelli di intervento» - l'e-health con l'attivazione dei centri unici prenotazione, l'istituzione del fascicolo sanitario elettronico, i certificati di malattia telematici, la dematerializzazione dei documenti sanitari e la telemedicina. «In linea con tale indirizzo - ha spiegato la ministra - anticipo che è mia ferma volontà presentare e fare approvare, nel corso dell'iter parlamentare del Ddl stabilità, una proposta emendativa per istituire l'Anagrafe nazionale degli assistiti che, nel rispetto delle disposizioni sulla privacy, permetterà di unificare in una sola banca dati informatizzata tutti i dati relativi all'assistenza sanitaria dei cittadini. A tal fine ho fatto appostare nel citato Ddl stabilità le risorse necessarie per realizzare l'iniziativa».

Altro obiettivo prioritario, come detto, è la trasparenza. «Sono del parere - ha aggiunto la ministra - che la capacità delle istituzioni pubbliche di rendere trasparenti i processi decisionali e i risultati, avviando meccanismi di coinvolgimento dei cittadini e dei diversi attori della società civile, sia alla base del nuovo modo di concepire l'azione pubblica. Ecco perché il "piano esiti" deve essere accessibile a tutti, poiché soltanto per tale via si garantisce la scelta consapevole degli assistiti e si può valutare la capacità delle singole strutture sanitarie. E' mio convincimento – tanto più adesso che stiamo per recepire la direttiva comunitaria sull'assistenza transfrontaliera (...) – che occorra permettere una immediata conoscenza presso gli assistiti della quantità e qualità dei servizi erogati dalle strutture pubbliche e private accreditate. Deve essere per tale strada garantita la "scelta consapevole" dell'assistito che domanda la cura e deve essere introdotto un sistema premiale per le strutture che operano secondo standard elevati. Su queste ultime occorre puntare con maggiori investimenti e risorse umane e finanziarie.
«Queste riforme, insieme agli investimenti nella promozione della salute e nella prevenzione, saranno l'elemento centrale per garantire il miglioramento della qualità della vita dei cittadini, tenendo presente che il concetto stesso di salute non è più lo stesso e che si è evoluto e dilatato nel tempo».