Dal Governo

Fondo 2014, edilizia, emoindennizzi, risorse umane e risorse non richieste: ecco gli emendamenti delle Regioni al Ddl stabilità per il settore sanitario

Il fabbisogno del fondo sanitario nazionale 2014 è rideterminato in 109,9 miliardi di euro. Le risorse destinate all'edilizia sanitaria sono incrementate di 5 miliardi per il triennio 2014-2016. Per ciscuno degli anni 2'13-2014-2015 è autorizzata per le Regioni la spesa di 172,896 milioni per la corresponsione degli emoindennizzi. Sono questi i contenuti di sintesi degli emendamenti per il settore sanitario che le Regioni hano presentato oggi al Governo perché siano inseriti nella legge di stabilità (VEDI ANCHE LE PROPOSTE DELLA COMMISSIONE SALUTE ANTICIPATE SU QUESTO SITO ).

Ma ci sono anche altri due emendamenti delle Regioni che riguardano il Ssn.

Il primo mira a valorizzare le risorse umane, gli enti e le aziende del Ssn. E prevede la possibilità per le aziende la possibilità di affidare incarichi ai propri dipendenti a tempo indeterminato per attività particolari attinenti alle funzioni dell'ente, per le quali è richiesta una specifica esperienza o professionalità, al di fuori dell'orario di lavoro, utilizzando risorse economiche provenienti da finanziamenti privati.

Il secondo ha come obiettivo quello di assicurare alle Regioni in equilibrio finanziario le risorse non richieste quale anticipazione da destinare a spese per investimenti in Sanità. In sostanza, prevede che le risorse messe a disposizione per la seconda tranche del 2013 e nel 2014 non richieste dalle Regioni per gli scopi previsti rimangano nelle loro disponibilità per il completamento dei programmi di investimento tecnologici in sanità e dei relativi pagamenti alle imprese. E visto che queste risorse sono assegnate a titolo di anticipazione a tassi vantaggiosi rispetto a quelli che ogni singola Regione potrebbe ottenere presentandosi singolarmente sul mercato, l'emendamento chiede che anche le Regioni che non hanno richiesto anticipazioni per pagare i debiti in sanità verso i fornitori possano usufruire di questi tassi agevolati per attivare azioni di sviluppo.

ECO I TESTI DEGLI EMENDAMENTI CHE RIGUARDANO IL SETTORE SANITARIO


Proposta di emendamento punto 1)
Il fabbisogno del Fondo Sanitario Nazionale per l'anno 2014 è rideterminato in € 109.900.000.000,00.


Proposta di emendamento punto 2)
"Le risorse destinate ai programmi di intervento di cui all'art. 20 della legge n. 67/1988 per l'edilizia sanitaria sono incrementate per un importo pari € 5.000.000.000,00 per il triennio 2014-2016.
Tali risorse saranno utilizzate per la costruzione di ospedali di riferimento regionale e/o di policlinici universitari nonché per l'adeguamento degli stessi alla normativa in materia di antincendio e antisismica."


Proposta di emendamento punto 3)
All'art. 7, comma 10:
Disposizioni in materia di indennizzo ai sensi della legge 25 febbraio 1992, n. 210
È autorizzata per ciascuno degli anni 2013-2014-2015, la spesa di Euro 172.895.662,00 da destinarsi al finanziamento delle regioni per la corresponsione dell'indennizzo di cui alla Legge 25 febbraio 1992 n. 210 e successive modifiche e integrazioni.
Tale importo risulta escluso dalle riduzioni previste dall'art. 14, comma 2, del D.L. 31 maggio 2010 n. 78, convertito con modificazioni dalla Legge 30 luglio 2010 n. 122, alle risorse statali spettanti a qualunque titolo alle regioni a statuto ordinario.
L'importo dell'indennità integrativa speciale di cui all'articolo 2, comma 2, della Legge 25 febbraio 1992 n. 210, è rivalutato annualmente a far data dall'insorgere del diritto medesimo e della conseguente corresponsione dell'indennità.
In adempimento alla sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo del 3 settembre 2013 (Requête no. 5376/11) è autorizzata l'ulteriore spesa derivante dalla corresponsione degli arretrati dovuti per la rivalutazione dell'indennità integrativa speciale di cui al precedente comma per un importo pari a € 60.000.000,00.
Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato - Regioni, sono determinati i criteri in base ai quali erogare le risorse di cui al comma precedente entro il 31 gennaio 2014.
L'onere derivante dall'applicazione dei commi precedenti è a carico dello Stato.

Emendamento sulle risorse umane
1. Al fine di razionalizzare e contenere il ricorso a incarichi esterni e valorizzare le risorse umane, gli enti e le aziende del SSN possono conferire incarichi ai propri dipendenti a tempo indeterminato per lo svolgimento di attività particolari, anche a carattere transitorio e straordinario, comunque attinenti alle funzioni dell'ente, per le quali è richiesta una specifica esperienza o professionalità, nel rispetto delle disposizioni di cui all'art. 53 del D.Lgs n. 165/2001 e al di fuori dell'orario di lavoro, utilizzando risorse economiche provenienti da finanziamenti privati.
2. L'applicazione della disposizione di cui al comma precedente è subordinata all'adozione, da parte dell'ente, di apposita disciplina attuativa, previo parere favorevole dell'organo di controllo interno, nel rispetto dei principi di pubblicità, interna all'ente, e trasparenza di cui all'art. 7 del D.Lgs n. 165/2001, ad esclusione del comma 6 del medesimo articolo che non trova applicazione.
3. Entro trenta giorni dalla data di adozione della disciplina attuativa di cui al comma precedente, eventuali incarichi conferiti in difformità dalla stessa decadono d'ufficio.

Emendamento sulle risorse non richieste
Dopo il comma 6 dell'art.13 del DL 31 agosto 2013, n. 102 è aggiunto il seguente comma 6 bis:
"6 bis. In sede di emanazione del decreto direttoriale previsto dall'articolo 3, comma 3, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64 e s.m.i., le quote di anticipazione attribuite alle Regioni ma non richieste dalle stesse restano nella disponibilità delle medesime per il completamento dei programmi di investimento tecnologici in sanità e dei relativi pagamenti alle imprese. Per quanto previsto al periodo precedente non si applica il comma 5, dell'articolo 3, del richiamato decreto-legge 35 del 2013."