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Autosufficienza sangue: ecco come si raggiunge. Il programma 2013 in Gazzetta

I risultati del quinquennio 2008-2012 e le previsioni per il 2013 dimostrano che la programmazione annuale per l'autosufficienza nazionale e regionale del sangue e dei suoi prodotti ha raggiunto la capacità complessiva di «garantire sistematicamente un equilibrio quanti-qualitativo adeguato tra produzione e fabbisogni di emocomponenti labili a uso trasfusionale» e di «perseguire positivamente, con progettualità idonee e nuove prospettive, l'obiettivo dell'autosufficienza di medicinali plasmaderivati».

Partendo da questi presupposti, il Programma nazionale per l'autosufficienza del sangue 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 2292 del 13 dicembre 2013, introduce dal 2013 il monitoraggio sistematico di gran parte degli obiettivi strategici già previsti per il triennio 2012-2014 con il programma 2012.

Tra le raccomandazioni del piano 2013 c'è quella sullo sviluppo e messa a regime di strumenti di programmazione più accurati e partecipati, con monitoraggi periodici sistematici (settimanali, mensili, trimestrali, annuali) dell'effettiva rispondenza delle attività di raccolta ai programmi definiti. Per questo la richiesta è di ottimizzare le reti regionali di relazione e comunicazione tra strutture regionali di coordinamento, servizi trasfusionali e associazioni e federazioni dei donatori di sangue.

Dieci gli obiettivi specifici:

a) intensificare la promozione della donazione volontaria, anonima, non remunerata e consapevole, anche con azioni mirate a contrastare le previsioni demografiche di riduzione delle fasce di popolazione in età donazionale;

b) migliorare in continuo la rispondenza della donazione del sangue e degli emocomponenti ai fabbisogni quantitativi e qualitativi del sistema, attraverso la riduzione della variabilità infra-annuale delle donazioni e l'ottimizzazione delle dinamiche, delle procedure e degli strumenti propri delle attività di convocazione dei donatori;

c) ridurre progressivamente la donazione occasionale, in particolare nelle aree regionali dove la stessa è maggiormente rappresentata;

d) attivare specifici interventi in situazioni locali di prevalenza e/o incidenza delle malattie infettive trasmissibili (HBV, HCV, HIV) significativamente superiori alla media nazionale;

e) rispettare, in tutti gli ambiti interessati, la scadenza del 31 dicembre 2014 per l'applicazione dei requisiti minimi previsti dall'Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 e per la verifica periodica istituzionale della loro conforme applicazione;

f) attivare in tutti gli ambiti regionali una riflessione in merito ai modelli organizzativi dei servizi trasfusionali e delle unità di raccolta, al fine incrementare il livello di efficienza e sostenibilità;

g) definire ed attuare nuovi modelli interregionali per la gestione del percorso finalizzato alla produzione di medicinali plasmaderivati da plasma nazionale, con il contributo degli organismi nazionali di coordinamento a garanzia della non frazionabilità e della valenza sovra regionale dell'autosufficienza del sangue dei suoi prodotti;

h) definire ed implementare metodi e strumenti innovativi e più efficaci per garantire l'appropriatezza della gestione, organizzativa e clinica, della risorsa sangue;

i) promuovere progetti di ricerca e sviluppo in medicina trasfusionale e, ai fini della assunzione di decisioni strategiche, studi di health technology assessment;

j) individuare, di concerto con le istituzioni interessate,
anche a livello accademico, percorsi formativi efficaci in medicina
trasfusionale.