Dal governo

Patto per la salute: stop ai governatori-commissari e monitoraggio a tutto campo perché l'attuazione vada (tutta) in porto

Stop ai presidenti-commissari per i piani di rientro che si trasformano in piani di riorganizzazione (l'acronimo è lo stesso: Pdr) e dovranno non solo indicare cosa fare per contenere la spesa, ma anche evidenziare i progressi che derivano da queste indicazioni.

E nell'ottica dei controlli ecco una "cabina di regia" per verificare l'attuazione del Patto (visto soprattutto che il precedente è entrato in fuznione solo a metà) rappresentata da un tavolo politico che avrà come supporto diretto un tavlo tecnico coordinato dll'Agenas.

Piani di rientro: commissari mai più presidenti
I piani di rientro diventano Piani di riorganizzazione, riqualifciazione e rafforzamento dei servizi sanitari regionali. E confermando gli impianti dei "vecchi" Patti dovranno evidenziare anche i progressi ottenuti e da lì partire con un sistema di miglioramento della governance e della riorganizzazione del sistema. Nel Patto è scritto chiaramente quali sono i loro nuovi obiettivi e anche che il commissario ad acta non potrà avere più nulla a che fare con incarichi politici e dovrà avere invece un curriculum che evidenzi qualificate e comprovate professionalità ed esperienza di gestione sanitaria anche in base ai risultati conseguiti in precedenza.

Monitoraggi e verifiche: Patto sotto stretto controllo
Un tavolo politico composto da Salute, Economia e Regioni farà da "cabina di regia" per il monitoraggio sull'attuazione del Patto «nei tempi e nei modi convenuti».
Presso l'Agenas invece un tavolo permanente tecnico interistituzionale (presieduto dall'Agenzia e di cui fanno parte Salute, Economia e Regioni) farà da supporto al tavolo politico per il monitoraggio dell'andamento e dell'applicazione delle proposte in campo sanitario sulla revisione della spesa. E, cosa più importante, «i risparmi conseguiti saranno utilizzati in sanità per miglioare i livelli qualitativi del sistema dei servizi».