Dal governo

Ilva: in Gazzetta il decreto che fissa i tempi di attuazione dell'autorizzazione integrata ambientale

C'è un nuovo decreto legge in Gazzetta - entrato in vigore ieri, 17 luglio -
che accelera le procedure di bonifica dell'Ilva di taranto. E' il Dl 16 luglio 2014, n. 100 «Misure urgenti per la realizzazione del piano delle misure e delle attivita' di tutela ambientale e sanitaria per le imprese sottoposte a commissariamento straordinario» con cui si fissano paletti temporali per l'applicazione delle prescrizioni indicate nel Dl 61/2013, convertito dalla legge 89/2013, dopo che a metà marzo il Governo ha varato il Dpcm sull'approvazione del piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria.

La prima data è il 31 luglio 2015. Entro quel giorno dovranno essere attuate almeno l'80% delle prescrizioni in scadenza. Ed entro il 31 dicembre 2015 il commissario straordinario presenta al ministero dell'Ambiente e all'ISPRA una relazione sulla osservanza
delle prescrizioni del piano.

Rimane fermo il termine ultimo già previsto del 4 agosto 2016 per l'attuazione di tutte le altre prescrizioni, «fatto salvo il termine per
l'applicazione della Decisione della Commissione 2012/135/UE del 28
febbraio 2012, relativa alle conclusioni sulle migliori tecniche
disponibili (BAT) per la produzione di ferro ed acciaio.».

Poi le inittavazioni dei siti pericolosi dell'Ilva.

Il decreto precisa la tempistica di attuazione delle prescrizioni dell'autorizzazione integrata ambientale e del piano ambientale dell'ilva. Sono previste due scadenze generali: entro il 31 luglio 2015 dovranno essere realizzati gli adempimenti scadenti a quella data, nella misura minima dell'ottanta per cento; entro il 5 agosto 2016 dovranno essere completati gli interventi ambientali. Dovrà comunque essere rispettato il termine già fissato dell'8 marzo 2016 per l'applicazione della decisione della commissione 2012/135/Ue del 28 febbraio 2012, relativa alle migliori tecniche disponibili (bat). Infine si prevede che il commissario straordinario presenti entro la fine del 2015 al ministro per l'ambiente e all'ispra una relazione sullo stato di attuazione del piano ambientale.
Si prevede inoltre nel dettaglio l'aggiornamento delle tempistiche della messa fuori produzione della batteria 11 e dell'altoforno 5 per renderle compatibili con il rientro in esercizio degli impianti attualmente ancora fermi, al fine di garantire la continuità produttiva nel rispetto della normativa ambientale.

Infine si prevede che, a prescindere dai piani industriale e di tutela sanitaria ed ambientale, l'impresa commissariata possa contrarre finanziamenti, prededucibili a norma dell'articolo 111 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.

La prededucibilità è ammessa solo qualora i predetti finanziamenti siano funzionali all'attuazione del piano ambientale ovvero alla continuazione dell'esercizio dell'impresa e alla gestione del relativo patrimonio ed è subordinata all'attestazione del ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentito il ministro dello sviluppo economico, ovvero di quest'ultimo sentito il primo, secondo la destinazione del finanziamento richiesto.

Il ricorso alla prededucibilità è mirato a facilitare la concessione del finanziamento e si giustifica in ragione degli interessi di carattere generale che si intendono perseguire, in particolare il risanamento ambientale e la continuità e valorizzazione dell'impresa.