Dal governo

Tutte le risposte della Lorenzin su Ebola: «Con i tagli sicurezza a rischio»

L'audizione del ministro alla salute Lorenzin alla Camera è cominciata stamattina davanti alle Commissioni riunite Esteri e Affari sociali. «Ebola non è solo una questione sanitaria ma umanitaria». Lo ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel corso dell'audizione. Nei Paesi colpiti, «non si è curati anche da altre malattie - ha spiegato - come malaria, appendicite o infarto, per la paura a toccare pazienti». Inoltre «non c'è accesso a cibo e acqua al punto che la popolazione è costretta a mangiare anche pipistrelli, che sono però vettori del virus». Si tratta, ha
spiegato Lorenzin di una «situazione estremamente grave, motivo per il quale è necessario un intervento coordinato e rapido in loco per evitare che l'epidemia possa viaggiare». Secondo stime, ricorda il ministro, ci sarà un picco di 20mila casi di contagio entro fine anno, perché il virus si trasmette in modo esponenziale. A facilitare la trasmissione, un «problema strutturale nei paesi del West Africa», dovuto alle condizioni
igieniche, alla «mancanza di medici», ma anche alla «mancanza di
infrastrutture, al punto che per costruire un ospedale si hanno difficoltà a porre le fondamenta». Per tutte queste ragioni appunto, «Ebola non è solo una questione sanitaria ma umanitaria».

Rafforzamento dei controlli extra Ue. «In Italia sono moltissime le segnalazioni sospette pervenute al Ministero della Salute. Tutte si sono rivelati falsi allarmi, ma va bene significa che c'è sistema di alert molto attento». Ha proseguito il ministro alle Commissioni riunite. L'Italia ha chiesto alla comunità internazionale «un aumento del monitoraggio sui trasporti aerei provenienti dai Paesi a rischio», ha ricordato. È importante, infatti, «avere la mappatura del transito delle persone che arrivano nei nostri paesi, anche tramite voli provenienti, ad esempio, da Russia e Ucraina». Inoltre, ha riferito Lorenzin, «abbiamo chiesto l'immediata segnalazione di casi sospetti a bordo per un dirottamento aereo presso aeroporti predisposti per trattare eventuali contagiati in isolamento».
«Abbiamo chiesto al responsabile per la Cooperazione allo sviluppo Lapo Pistelli un censimento degli operatori italiani che lavorano nei Paesi colpiti dal virus Ebola», che sono «qualche centinaio». Lo ha detto il ministro
della Salute Beatrice Lorenzin nel corso dell'audizione in Commissioni riunite Esteri e Affari Sociali della Camera dei Deputati, specificando che «la mappatura degli italiani in loco serve per modulare e programmare eventuali interventi di evacuazione qualora necessario».
Nella gestione delle emergenze, due le criticità evidenziate dal ministro. «La prima è l'evacuazione dei cooperatori in loco infetti», poiché «quasi nessun paese in Europa ha aerei adatti». La seconda «è la tracciabilità degli spostamenti dei non infetti». «Riteniamo estremamente importante agire sul campo e realizzare strutture in grado di accogliere malati africani e europei in Africa. Per questo abbiamo chiesto un coordinamento delle attività e una cooperazione più stringente di chi svolge tale attività».

Con tagli sistema a rischio. «Tagliando sulla sanità si taglia anche sui controlli e la sicurezza, questo dobbiamo saperlo». l ministro ha risposto anche sul tema della spending e dei risparmi a carico della sanità «Nel momento in cui si fanno delle operazioni di spending - ha aggiunto a margine - dobbiamo tenere conto a tutti i livelli che non possiamo andare a colpire i controlli sulla sicurezza sanitaria, sia umana che animale, e
sulla sicurezza alimentare».
«Questo è uno degli aspetti che va preservato, insieme alla sicurezza nei porti e negli aeroporti, per cui ho chiesto un ripristino delle misure straordinarie. Ho dovuto tagliare i fondi sulle ispezioni al ministero - ha spiegato - . Perché solo questo ci è rimasto da tagliare, insieme alla ricerca».