Dal governo

Manovra 2015/ Oggi il Cdm, per la sanità ballano 1-2 mld. Chiamparino: «Insostenibile»

di Roberto Turno (da Il Sole 24 Ore di oggi)

«Tagli per quattro miliardi sarebbero insopportabili per le regioni. L'ho detto in tutti i modi a tutti, da Renzi in giù. Mi auguro non siano decisioni irreversibili, che ci sia ancora spazio per un confronto. Non vogliamo fare la parte di quelli che tartassano mentre il Governo toglie l'Irap. Per l'economia e la ripresa sarebbe effetto zero, oltretutto». Mentre la manovra si avvicina e girano sempre più insistenti le voci di riduzione sensibili delle risorse alle regioni, Sergio Chiamparino, renziano doc e rappresentante dei governatori, sente odore di bruciato per le casse regionali.

Anche perché tra le ultimissime in arrivo nella serata di ieri da palazzo Chigi, metà dei 4 mld di tagli alle Regioni arriverebbe dalla sanità.
Sarebbe la sorpresa dell'ultim'ora, il taglio alla spesa sanitaria, intorno alla quale non mancheranno ancora confronti serrati, dopo quello avuto ieri a palazzo Chigi da Beatrice Lorenzin.

Che potrebbe avvenire lasciando alle regioni il compito di decidere come modulare gli interventi da 4 mld, con la necessità però di destinare i tagli soprattutto alla sanità, che rappresenta anche fino all'80% dei loro bilanci.

O con una potatura del Fondo 2015 fino a 2 mld, che però per il Governo non sarebbe un taglio vero e proprio, ma un «mancato aumento»: l'asticella del Fondo sanitario 2015 sarebbe verrebbe così riportata ai 109,9 mld di quest'anno, azzerando l'aumento fino a 112mld previsto e concordato con i governatori col «Patto per la salute».

Il rischio anche politico della riduzione del Fondo sarebbe tra l'altro anche di mettere nuovamente in discussione il «Patto» siglato quest'estate da Governo e regioni, ma finora rimasto lettera bianca. Tutto o quasi da ricominciare, insomma, inaugurando l'ennesima stagione conflittuale tra palazzo Chigi e i governatori.

Sempre che i pontieri non riescano in qualche modo a spuntarla, come ha fatto Lorenzin in serata a Palazzo Chigi. Partita apertissima, anche per reperire gli altri 2 miliardi che resterebbero ancora a carico delle regioni, tra spending review generalizzata, centrali d'acquisto e interventi non solo col bisturi, peraltro all'insegna dei tagli semi (se non del tutto) lineari.

Intanto Chiamparino marca netto il suo dissenso. «Si rischierebbe un effetto paradossale: da una parte si toglie l'Irap, dall'altra quasi si invita le regioni ad aumentarla, a ridurre i servizi e a farli pagare di più. Altro che ripresa. Non sarebbe davvero un buon risultato. Ho scritto a Padoan e a Del Rio, aspetto una risposta. Mi auguro ci siano margini per discutere, anche in extremis».