Dal governo

Esclusiva/ Manovra 2015, ecco le misure per la sanità

di Barbara Gobbi

L'articolo-clou per la Sanità è senz'altro il 39: quello che di fatto recepisce il Patto salute 2014-2016 varato a luglio. Di cui riprende la parte economica - confermando le cifre del finanziamento 2015 e 2016 rispettivamente con 112 e 155,4 miliardi - e di cui recepisce gli aspetti che lo stesso Patto prevedeva andassero normati con legge. A partire dall'altolà ai governatori-commissari e dalle regole più stringenti per le regioni in piano di rientro. Mentre, tra queste, un articolo a parte viene dedicato al "caso Molise".
La legge di stabilità 2015 è solo apparentemente "neutra" rispetto alla Sanità: a partire da quel taglio da 4 miliardi a carico delle regioni che inevitabilmente parrebbe comportare un aumento delle tasse. Che il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan da ultimo stamattina non ha escluso: «Le regioni aumenteranno il loro prelievo? Può darsi. Ma c'é sempre un appostamento di risorse a fronte di un aumento del prelievo e poi saranno i cittadini a giudicare». Intanto oggi saranno le regioni, nella conferenza stampa convocata per le 13 da Sergio Chiamparino, a replicare a stretto giro. Anche sull'affermazione sempre di Padoan secondo cui ci sono comunque «amplissimi margini di miglioramento dell'efficienza» e i tagli di spesa devono essere visti come «un'occasione» in questo senso. «Il sacrificio - ha infatti precisato il titolare dell'Economia - è stato accolto, nulla è stato imposto».

Tra le misure, fuori e dentro il capitolo "Patto", campeggiano quelle sul personale. Con la proroga a tutto il 2015 del blocco economico della contrattazione e il rinvio di un anno del pagamento dell'indennità di vacanza contrattuale. Scatta poi un regime fiscale agevolato per i lavoratori autonomi. Mentre la definizione di ruoli, competenze e responsabilità delle professioni sanitarie - ferme restando le competenze dei medici - andrà regolata con Accordo Stato-Regioni. Prevista la verifica straordinaria del personale sanitario «inidoneo alla mansione specifica».

Slitta poi al 31 dicembre 2015 la revisione del prontuario Aifa. Mentre tramonta l'ipotesi di tagli lineari a carico del ministero della Salute. Per il personale di quest'ultimo, di Aifa e dell'Iss, si mantiene la corresponsione dei trattamenti accessori «in base agli obiettivi raggiunti presso le rispettive strutture di appartenenza».
Tramonta l'ipotesi di tagli lineari a carico del ministero della Salute. Per il personale di quest'ultimo, dell'Aifa e dell'Iss, si mantiene la corresponsione dei trattamenti accessori «in base agli obiettivi raggiunti presso le rispettive strutture di appartenenza».

Per la ricerca, si prevede un credito d'imposta del 25% per il 2015-2019 con un tetto di 5 milioni per ciascun beneficiario. Arricchite le politiche per il Welfare: al Fondo sociale vanno 300 milioni in più a partire dal 2015 (di cui 100 milioni vanno agli asili nido), mentre il Fondo non autosufficienze incassa 250 milioni in più. Presso il ministero dell'Economia è istituito il Fondo - da 500 milioni a decorrere sempre dal 2015 - per interventi a favore delle famiglie, anche con misure di carattere fiscale. Sono cifre che, a quanto si legge, abbandonano l'alveo degli interventi-spot per diventare stabili.

Ancora, per gli indennizzi agli emotrasfusi si attribuiscono alle Regioni 100 milioni per il 2015, 346 per il 2016 e 289 per 2017. Alla terra dei fuochi andranno 10 milioni per ciascuno degli anni 2015-2017. Infine, la ludopatia: incassa 50 milioni di euro a partire dal prossimo anno per «la cura delle patolologie connesse al gioco d'azzardo».