Dal governo

«Tutto Lea»: la mappa e i risultati di un'Italia ancora divisa

I Livelli essenziali di assistenza 13 anni dopo. Come si sono evoluti nelle Regioni, come il loro andamento è stato influenzato dal trend economico e dal federalismo sanitario. «Tutto sui Lea», insomma.
Sul sito del ministero della Salute, a cura dell'Ufficio IV della Dg Programmazione sanitaria, è pubblicata per la prima volta un'analisi sull'andamento dei singoli indicatori di monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza, con l'obiettivo di comprendere come le cure siano effettivamente garantite nei diversi contesti regionali e in che modo la differenziazione interregionale evolva nel periodo 2001-2012 rispetto agli specifici livelli di assistenza monitorati. In particolare, la monografia riporta la metodologia utilizzata e i risultati regionali specifici per ogni indicatore di monitoraggio dei Lea nel periodo 2001-2012, rappresentati attraverso 649 grafici fruibili attraverso una mappa interattiva e le relative tabelle (formato xls e formato ods) con i dati di ogni singolo indicatore. Per facilitare l'interpretazione dei dati, nel documento viene anche fornita una guida alla lettura degli indicatori (pdf). L'analisi parte dal set di indicatori della griglia Lea utilizzato nel corso dell'anno di Verifica adempimenti 2012 (vedi documento "Adempimento mantenimento dell'erogazione dei LEA - anno 2012" ) e conferma l'estrema variabilità regionale.

Trend generali e differenze regionali. L'analisi spazio temporale condotta - spiegano dal ministero - evidenzia e conferma la presenza, nel periodo 2001-2012, della differenza tra le regioni nel mantenere l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza. «Sebbene interpretazioni e conclusioni di carattere generale basate solo sull'osservazione di questi dati potrebbero risultare non corrette - avvertono ancora dalla Salute - è possibile tentare una prima lettura generale dei risultati».
Per l'area della prevenzione la copertura assicurata dai servizi regionali per le vaccinazioni in età pediatrica è sostanzialmente stabile nel tempo mentre per la vaccinazione antinfluenzale nell'anziano, si osserva una tendenza alla diminuzione in quasi tutte le realtà regionali. In merito ai programmi organizzati di screening a livello regionale, le regioni centro-settentrionali sono quasi tutte caratterizzate da un andamento in crescita, mentre nelle regioni meridionali si osserva una situazione più sfavorevole seppur con qualche eccezione.
Per l'assistenza distrettuale, in tutte le regioni si osserva una diminuzione dei ricoveri ospedalieri evitabili che indica la tendenza verso una maggior qualità dei servizi territoriali nell'assistenza delle patologie croniche; in tendenziale e lieve aumento anche la percentuale di anziani ≥ 65 anni trattati in assistenza domiciliare integrata (Adi). Non si osservano invece incrementi positivi nell'offerta dell'assistenza residenziale agli anziani e ai disabili, con qualche eccezione tra le regioni del nord e del centro.
Il tasso di ospedalizzazione è in costante diminuzione in tutte le regioni, anche in risposta alle attuali disposizioni normative che ne fissano il tetto al 160 per 1.000 ab. (rif Legge 135/2012). Le strutture ospedaliere sono sempre più correttamente dedicate all'espletamento dell'attività chirurgica complessa, con l'eccezione di poche regioni in cui l'aumento è meno evidente; l'appropriatezza dell'assistenza ospedaliera è in chiaro aumento descritto in tutte le regioni dalla netta diminuzione dei ricoveri inappropriati che diventa più evidente a partire dall'anno 2009.
L'attenzione sull'appropriatezza clinica dei ricoveri permette di registrare un generale corretto incremento negli ultimi anni della percentuale di pazienti ultrasessantacinquenni con diagnosi principale di frattura del collo del femore operati entro 2 giorni, dovuto però solo ad alcune regioni del nord, del centro e del sud dove l'incremento è particolarmente importante. L'andamento temporale pressoché costante nel tempo della percentuale dei parti cesarei, evidenzia la criticità di questa area dell'assistenza, dove però si possono osservare alcune eccezioni regionali dove è evidente il tentativo di modificare verso il miglioramento l'andamento dell'indicatore.

Lea e dati economici. Nella monografia l'andamento temporale del punteggio della griglia Lea è messo in relazione con la lettura delle informazioni relative all'andamento della gestione economico-finanziaria dei servizi sanitari regionali, allo scopo di contribuire all'esame dei risultati economici, che consente solo in parte di far emergere l‘effettivo andamento della gestione dei servizi sanitari regionali, come rimarcato dalla Corte dei conti nel "Rapporto 2012 sul coordinamento della finanza pubblica" secondo cui «la sola valutazione del dato economico non risulta soddisfacente per la verifica del rispetto degli obiettivi di natura qualitativa connessi alla garanzia di erogazione dei Lea».
La pubblicazione della monografia rappresenta un importante strumento di supporto e di ausilio nelle attività di promozione e tutela della salute e nella valutazione degli interventi attuati in ambito sanitario a disposizione delle istituzioni politiche e programmatorie sia a livello nazionale che regionale e locale, anche in relazione all'aggiornamento del decreto relativo al Sistema di garanzia per il monitoraggio dell'assistenza sanitaria previsto dal Patto per la salute 2014-2016.

I Livelli essenziali di assistenza 13 anni dopo. Il lavoro nasce dalla considerazione che, a 13 anni dall'entrata in vigore del Dpcm del 29 novembre 2001 che ha definito i Lea e sulla base della ricchezza del patrimonio informativo a disposizione, si rende quanto mai opportuna una valutazione a tutto spettro degli aspetti relativi all'assistenza sanitaria e nello specifico dell'effettiva garanzia dei livelli essenziali di assistenza nelle diverse realtà regionali. Nel periodo osservato, il contesto si caratterizza per le riforme che hanno introdotto il federalismo sanitario (cfr. D.Lgs 56 del 18 febbraio 2000 ‘Disposizioni in materia di federalismo fiscale' e Legge n. 3 del 18 ottobre 2001 ‘Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione') favorendo la devoluzione delle competenze politico-amministrative a livello regionale e per l'utilizzo dello strumento pattizio degli accordi e delle intese, sanciti in Conferenza Stato-Regioni, quale modalità nuova e sussidiaria per affrontare e risolvere le problematiche che vedono coinvolti i diversi livelli di governo in materia di tutela della salute. In particolare, l'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005 ha avuto, come premessa, la garanzia del rispetto del principio della uniforme erogazione dei livelli essenziali di assistenza in condizioni di appropriatezza, di adeguato livello qualitativo e di efficienza, coerentemente con le risorse programmate del servizio sanitario. Questo principio è l'obiettivo del livello centrale che, attraverso gli istituiti della Verifica Adempimenti e dei Piani di Rientro, si propone di assicurarne il raggiungimento per tutte le regioni, specialmente per quelle nelle situazioni più critiche.