Dal governo

Screening a troppe velocità, Sud al palo

In lenta ma progressiva diffusione i programmi di screening in Italia: lo dice l'ultimo rapporto appena pubblicato sul sito del ministero della Salute, a cura dello stesso dicastero e dell'Osservatorio nazionale. Resta al palo il mezzogiorno, di cui si continua a registrare il «mancato decollo». Che «rimane una realtà - rileva il coordinatore dell'Osservatorio nazionale screening Marco Zappa nell'Introduzione al rapporto - nonostante il fatto che il sistema di valutazione del rispetto dei Livello essenziali di assistenza funzioni». Le Regioni sarebbero cioè «regolarmente avvertite delle carenze, senza che le cose cambino. E' come se la bussola, pur indicando la direzione giusta, non riuscisse a mettere in moto i cambiamenti», precisa ancora Zappa.
Per fare una esempio, la percentuale di donne che secondo i dati raccolti dal sistema di sorveglianza Passi ricorre a diagnosi precoce a pagamento, è sostanzialmente simile nelle tre macroaree geografiche. Quello che fa la differenza nella copertura generale è la quantità di persone che esegue l'esame in seguito a un test gratuito all'interno di un programma organizzato. In generale, all'aumento delle lettere di invito ha corrisposto anche un aumento di esami effettuati: la sogli dei 5 milioni è stata superata (sono 5.017.184) ma a parte lo screening cervicale gli aumenti di attività sono tutti a carico del Centro e del Nord Italia.

I dati nel dettaglio. Per lo screening cervicale (che fino a oggi ha coinvolto le donne di età compresa fra i 25-64 anni) si osserva nel 2012 un marcatissimo aumento della copertura effettiva: risultano invitate poco meno di 4 milioni di donne (3.893.773) con un aumento rispetto al 2011 di oltre 368.000 inviti (10.5%). Questo fenomeno, così significativo, andrà monitorato con attenzione anche nel futuro. L'aumento di 10 punti percentuali rispetto al 2011 riguarda tutte e tre le macroaree, ma in particolare il Sud che arriva invitare 7 donne su 10 della popolazione bersaglio. Questo grande aumento di inviti non ha portato a un aumento paragonabile di esami effettuati, che infatti sono stati solo 1.686.501, pari al 3,9% in più rispetto al 2011. Il rapporto riporta i primi step del passaggio da pap test al test Hpv. Nel corso del 2012 più di 300.000 donne (l'8% della popolazione target) sono state invitate allo screening cervicale mediante Hpv e il 42% ha accettato l'invito. Nel 2013 questo numero crescerà notevolmente. L'Italia, insieme all'Olanda, è il primo Paese che opera in Europa un cambiamento così radicale e certamente rappresenta un segnale incoraggiante di capacità di cambiare.

Allo screening colorettale. Complessivamente nel 2012 sono state invitate oltre 4 milioni di persone (4.066.942) di età compresa tra i 50 e i 69 anni, di queste circa 50.000 persone hanno ricevuto un invito alla rettosigmoidoscopia (ricordiamo che in quasi tutta l'Italia si ricorre alla ricerca del sangue occulto con intervallo biennale dai 50 ai 69/74 anni di età, mentre il Piemonte vede la proposta della rettosigmoidoscopia una volta nella vita a 58 anni di età e della ricerca del sangue occulto per coloro che non accettano la rettosigmoidoscopia). Si registra, quindi, un forte aumento rispetto al 2011: 333.000 persone, quasi il 9% in più.
Come si può vedere, nel 2012 si mantiene il trend di espansione di questo programma di screening e complessivamente si raggiunge il 57%. Nel Nord quasi 8 persone su 10 sono regolarmente invitate, quasi 6 su 10 nel Centro e, purtroppo, meno di 2 su 10 nel Sud Italia, un valore quest'ultimo in sostanziale stabilità con l'anno precedente. Anche il numero di esami effettuati in seguito a invito mostra un aumento rispetto al 2011 (114.000 esami +6,7%) anche se non così marcato come il numero di inviti. Questo tipo di screening, che riguarda sia le donne sia gli uomini, è ormai quello fra i tre che coinvolge più persone.

Quanto allo screening mammografico, si ha un leggero calo degli inviti tra 2011 e 2012. Ma 3 donne su 4 vengono regolarmente invitate. Questo valore raggiunge e supera le 9 donne su 10 (praticamente tutte) nel Centro-Nord, con un aumento rispetto al 2011, mentre per quanto riguarda il Sud e le isole il 2012 registra una diminuzione degli inviti del 15,8% (89.500 inviti). Nonostante questa leggera diminuzione complessiva degli inviti è degno di segnalazione che il numero di donne che hanno fatto una mammografia in seguito all'invito è salito di 36.000 unità (+2,5%) indicando che la partecipazione è leggermente aumentata.