Dal governo

Manovra, tagli in alto mare. Slitta il parere delle Regioni sulla legge di Stabilità

Slitta l'intesa tra Governo e Regioni sulla legge di stabilità: lo ha reso noto il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, all'uscita della Conferenza unificata straordinaria. «Il Governo ci ha chiesto di rinviare il parere - ha detto Chiamparino - per conoscere l'esito di una riunione in corso a Palazzo Chigi dove si stanno valutando i nostri emendamenti». «Naturalmente abbiamo sottolineato nei nostri emendamenti in grassetto quali sono per noi le parti fondamentali senza le quali non è possibile sottoscrivere un accordo con il Governo», ha spiegato il governatore piemontese. Le parti fondamentali riguardano i tagli sul fondo sanità, lo spostamento delle risorse al trasporto pubblico locale, il patto incentivato e il Patto di stabilità. «Se questi punti dovessero essere respinti dal Governo - ha sottolineato Chiamparino - il nostro parere sarebbe evidentemente negativo».

Per questo oggi il capo delle Regioni aveva parlato di «interlocuzione carsica» col Governo, che compare e scompare, con Nichi Vendola che puntualizzava: «Un sì unanime delle Regioni non ci sarà», ribadendo il suo no alla Manovra. E così resta tutto in bilico. Ballano 4 mld in più per il 2015 di tagli, e altri 1,6 che arrivano dal passato, più altri 600 mln di Irap. Con quei 1,5-1,8 mld che potrebbero cascare sulla sanità che fanno tremare tutti.

Intanto dal Senato il viceministro Enrico Morando conferma che entro domani il Governo presenterà i suoi emendamenti, tra cui quello sui tagli alle Regioni, dove ci saranno grosse novità. Per la sanità si continua a parlare di una riduzione del Fondo sanitario con misure che saranno prese tra beni e servizi (almeno 1 mld) e la farmaceutica (500 mln o giù di lì). Ma come articolati, eventualmente, non è ancora dato sapere.