Dal governo

Appropriatezza, stop al decreto nell'uovo Pasqua di Lorenzin a medici e pazienti. Ora si sperimenta. E niente sanzioni ai dottori

di r.tu.

L'appropriatezza può attendere. Nell'uovo di Pasqua i medici (e i pazienti) trovano la sorpresa della ministra Beatrice Lorenzin: stop al decreto taglia-prestazioni. E stop alle sanzioni ai camici bianchi. Prima si sperimenta e si «monitora» per capire l'effetto che fa. E pazienti oncologici, cronici e invalidi saranno esclusi dal taglia-prestazioni. Poi si riscriveranno le regole. E intanto si adegueranno i sistemi informatici. Questo il senso della circolare inviata ieri dal ministero della Salute alle Regioni e diffusa solo questa mattina, la vigilia di Pasqua.

Troppe incertezze, nuova stagione?
Troppe le incertezze applicative, troppa la babele burocratica, troppe le proteste e i disagi per gli assistiti, troppe le lamentele dei medici, troppe le loro paure. C'era dietro un po' troppo che non andava, insomma. E la ministra, che ha imboccato la strada del dialogo e della concertazione in una trattativa con i medici a tutto campo, ha deciso d'accordo con le categorie e i governatori di fermare le lancette dell'applicazione del decreto che taglia 200 e più prestazioni sull'altare della buona spesa e di risparmi attesi intanto per poco più di un centinaio di milioni. I rischi stavano diventando troppi. E non a caso tutti, davvero tutti i sindacati e l'Ordine, la FnomCeo che ha trattato la scottante materia in primissima fila, hanno plaudito la ministra. Come mai era successo. Forse - forse - il segnale di una nuova stagione tra il Governo e il mondo della sanità. Anche se saranno le partite finanziarie - quanto soldi nel 2016? - a dire se così potrà essere davvero. E tutte le trattative in corso: i Lea, anzitutto, Ma anche i rapporti medici-professioni, i contratti, il rischio professionale. E tanto, tanto altro ancora. Intanto e Pasqua, e se le lancette dell'orologio questa notte andranno un'ora avanti, quelle dell'appropriatezza vanno mesi e mesi indietro. Per la soddisfazione di tutti. E per dormire un po' di più. Nel senso che si cercherà di scrivere cose sensate nel decreto che verrà. Chissà quando: la circolare non lo dice.

L'Italia è una
Tre le indicazioni che stanno a monte dell'accordo Governo-sindacati-Regioni richiamate dalla circolare: applicazione omogenea dell'appropriatezza in tutta Italia, definizione di semplificazioni e riformulazioni, pieno raggiungimento degli obiettivi definiti con le Regioni, vale a dire i risparmi.

Il check
Ma attenzione, si spiega: viste le criticità, a partire dal «mancato adeguamento dei supporto informatico a supporto delle prescrizioni, la decisione è di avviare «una fase sperimentale» di applicazione con tanto di monitoraggio e di raccolta di tutti i problemi applicativi che emergeranno, attendendo anche l'adeguamento dei sistemi informatici, naturalmente.

Scienza e coscienza
Altra ammissione della necessità di concertare da parte della ministra: la definizione dell'erogazione delle prestazioni appropriate è un «momento distinto» dalla «definizione dell'appropriatezza clinica, attinente alla qualità dell'atto professionale, da valutare con gli strumenti della revisione tra pari che deve tenere conto delle complesse interazioni proprie della relazione di cura». Scienza e coscienza docet, insomma.

Stop sanzioni
Ed ecco poi la decisione, sempre nelle premesse della circolare: durante la sperimentazione, e in attesa che i sistemi informatici siano in regola, i medici seguiranno il decreto m in base alle indicazioni nuove della circolare. E durante tutta la fase sperimentale (magari anche dopo, chissà) non subiranno alcuna sanzione. Un colpo di spugna su tutto ciò che si temeva.

Medici prescrittori
I medici prescrittori dovranno riportare nella ricetta il quesito diagnostico che tenga conto del decreto entro la «buona pratica clinica» senza dover annotare per obbligo il codice nota di fianco alla prestazione e al quesito clinico. Se è necessario prescrivere diversi esami di laboratorio, basta riportare sulla ricetta l quesito diagnostico principale. Nella fase sperimentale, inoltre, potranno non essere applicate le condizioni di appropriatezza per pazienti oncologici, cronici e invalidi.

Gli specialisti
Lo specialista deve prescrivere sul ricettario Ssn, riportando quesito diagnostico e senza obbligo di annotare il codice nota. Non senza attenzioni per gli odontoiatri. I ricettari devono essere inviati loro dalle Regioni. Se non sono abilitati alla prescrizione diretta, prescriveranno su ricetta bianca con tutte le motivazioni del caso annotate. La prestazione potrà essere trascritta dal Mmg sulla ricetta rosa barrando la casella "S". Sono escluse le prescrizioni degli specialisti che operano in libera professione, anche intramoenia, solo adeguando il percorso specialistico.

Le messe a punto
Poi la circolare elenca una raffica di casi specifici (si veda il testo) in riferimento al decreto. E di chiarimenti che intendono spazzare via una serie di dubbi e problemi che hanno caratterizzato questa prima fase di applicazione. Ora si sperimenta, poi si cambia. Tra i chiarimenti e le indicazioni su modalità di prescrizione e prestazioni specifiche vanno segnalati quelli che riguardano colesterolo, risonanza, indagini allergologiche.

FnomCeo soddisfatta
«Esprimiamo la nostra soddisfazione – ha commentato la presidente della Fnomceo, Roberta Chersevani – perché sono state recepite tutte le osservazioni indicate dalla Presidenza e dal Gruppo di Lavoro della Fnomceo. Lo spirito di collaborazione con il Ministero continua nella revisione del Decreto, che sarà portata avanti in concomitanza alla valutazione dei provvedimenti ordinamentali relativi ai nuovi Lea». Una particolare attenzione, aggiunge la nota FnomCeo, è rivolta agli Odontoiatri: «In particolare, si chiarisce il concetto di "vulnerabilità sanitaria" dei pazienti odontoiatrici, che consiste in quelle malattie e condizioni cliniche (ad esempio, il diabete, alcune patologie cardiovascolari o infiammatorie croniche) che potrebbero essere aggravate o pregiudicate da patologie odontoiatriche concomitanti. Per quanto riguarda invece il concetto di "vulnerabilità sociale", sarà garantito il "pieno coinvolgimento" della Commissione Albo Odontoiatri nella futura attività di semplificazione dei criteri di erogabilità e appropriatezza delle prestazioni».

Fimmg: primo passo
«È il primo passo dell'Intesa raggiunta lo scorso 12 febbraio tra Fnomceo Regioni e Ministero, in attesa di una prossima revisione del decreto stesso – ha dichiarato Giacomo Milillo -. A parte alcuni interventi chiarificatori sulle criticità tecniche che il decreto presentava, con chiarimenti e indicazioni su modalità di prescrizione e su prestazioni specifiche (es: colesterolo, risonanza, indagini allergologiche), siamo soddisfatti per l'avvio di una fase sperimentale di applicazione del provvedimento che sarà caratterizzata dal monitoraggio e dalla raccolta dei dati sulle prescrizione delle prestazioni e che contribuirà a chiarire ulteriormente le criticità da affrontare. Bene sicuramente la inapplicabilità delle sanzioni per i medici nella fase sperimentale del decreto e la certezza che per pazienti oncologic, cronici o invalidi non c'è limitazione prescrittiva. In questo nuovo clima – conclude Milillo- i medici possono tornare a lavorare senza temere ritorsioni. Se nonostante tutto queste avvenissero da parte di qualche tecnocrate sprovveduto, si ritorceranno contro di lui».

Cgil, una prima vittoria. Ora ticket e liste d'attesa
«La circolare rappresenta un passo indietro positivo, che consente nella stragrande maggioranza dei casi di poter prescrivere, almeno temporaneamente, le necessarie prestazioni sanitarie ai cittadini senza imposizioni burocratiche e sanzionatorie. Adesso parte una fase sperimentale durante la quale si dovranno monitorare le difficoltà applicative, anche di natura informatica, con la sospensione delle sanzioni per medici pubblici e direttori generali Asl», ha affermato Massimo Cozza , segretario nazionale FpCgil medici.
«Nella prescrizione - ha spiegato - viene eliminato il codice che imponeva la limitazione prescrittiva e basterà scrivere il quesito diagnostico. Per pazienti oncologici, cronici o invalidi, i medici prescrittori possono non applicare le condizioni di appropriatezza.
Si potranno prescrivere le prestazioni per monitorare patologie come il rischio cardiovascolare già accertate e non solo se c'è un sospetto o il rischio, e vengono chiarite le condizioni di erogabilità di diverse prestazioni, superando incongruenze e penalizzazioni per i cittadini».
Quindi la dichiarazione politica: «Dopo le nostre proteste contro un decreto inserito in una logica di tagli è arrivata una prima vittoria per chi crede nella sanità pubblica, e i cittadini non saranno più costretti a rivolgersi al privato per diverse prestazioni. Noi continueremo a combattere per il Ssn, per i necessari investimenti, per superare diseguaglianze, liste di attesa e ticket».


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