Dal governo

Lorenzin, R&S eccellenza italiana da valorizzare, investimenti a 1,3% Pil: «Ministero al top come finanziatore della ricerca»

In Italia investimenti in ricerca e sviluppo che assorbono l'1,3% del Pil, cifre che rappresentano il 7,9%di tutto l'investimento in materia della Commissione Europea e di tutti i Paesi della Comunità europea, il ministero della Salute finanzia il 51% di tutta la ricerca biomedica di tipo competitivo finanziata dal sistema pubblico nazionali e il 17% di tutta la spesa nazionale in Ricerca e Sviluppo nel settore biomedico ed è la diciassettesima Istituzione finanziatrice della ricerca biomedica a livello mondiale. Con questi numeri si aprono domani a Roma gli Stati Generali della Ricerca Sanitaria in Italia, due giorni di lavori per «generare e aumentare la cultura e la ricerca scientifica nel nostro Paese», come ha spiegato stamane il ministro Lorenzin presentando l'evento.
«Prevenzione, programmazione, innovazione e ricerca» sono le parole d'ordine e in questi Stati generali si parlerà di ricerca, ha detto il ministro, ricordando che «questo è un settore ad altissimo tassk potenziale di innovazione e investimento, che non a caso in questi anni di crisi ha continuato a crescere. Si preferisce investire in un Paese come il nostro che ha alto livello di qualificazione professionale e di certificazione». Eppure, ha sottolineato, «c'è ancora molto da fare a livello di cultura scientifica ancora troppo bassa, molto sotto il profilo della capacità di attrarre grandi investimenti, e soprattutto servono norme che aiutino a creare un Sistema Italia, un sistema che renda più facile fare ricerca in Italia, più facile brevettare, più facile per i ricercatori avere una retribuzione adeguata alle proprie scoperte scientifiche».
Nell'ultimo bando sono stati presentati 3mila progetti da gruppi di ricerca biomedica italiani costituiti da circa 13mila ricercatori. Negli ultimi 3 anni il Ssn ha investito complessivamente nella ricerca biomedica risorse umane, strumentali ed economiche per 1 miliardo e 800mln di euro. «Ecco perché - ha detto Lorenzin - è arrivato il momento di fare il ounto della situazione e insieme a ricercatori e stakeholder capire su quali obiettivi puntare. Gli Stati Generali della Ricerca non saranno un convegno ma una grande workshop dove le menti del nostro Paese si confronteranno con gli stakeholder per capire come valorizzare al meglio le nostre capacità». Sottolineando la situazione dei ricercatori italiani, Lorenzin ha rilevato come sia «normale che i ricercatori abbiano occasioni di scambio all'estero, ma ciò che non è normale è che non tornino e che l'Italia non riesca ad attrarre ricercatori stranieri». Dunque, «dobbiamo aumentare la nostra capacità di accoglienza con norme che agevolino sempre di più la Ricerca». Altro obiettivo è mettere in rete: «Per questo - ha detto Lorenzin - abbiamo creato una piattaforma per mettere in collegamento tutti i nostri ricercatori, anche quelli che sono all'estero. Per la formazione di ciascuno di loro abbiamo speso 400mila euro. Creare una community è importante, si tratta di un nostro grande 'patrimonio».


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