Dal governo

FnomCeo, Lorenzin ai medici: «Sui vaccini vi chiedo aiuto». E ai genitori “obiettori”: «Grandissimo egoismo a danno dei bambini»

di L.Va.

«Rimini è una delle città dove si vaccina meno in Italia e proprio da qui chiedo il vostro aiuto per sostenere le vaccinazioni, contro questa assurda, illogica e irrazionale campagna contro i vaccini. Vaccinare vuol dire salvare la vita non solo ai propri figli ma a tutti quei bambini che, per un motivo o per l'altro, non possono essere vaccinati». Così la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, ai 500 medici e odontoiatri riuniti a Rimini nella III Conferenza nazionale della Fnomceo, che si concluderà domani mattina.
Un aiuto per diffondere la cultura della prevenzione a tutto tondo, con l'individuazione in fase precoce delle patologie e con l'educazione a stili di vita appropriati.

U n problema, quello della mancata immunizzazione, che riguarda tutte le età «Abbiamo visto - ha detto il ministro - i morti in più tra gli anziani che non si sono vaccinati. Ma sono i bambini che mi preoccupano molto. C'è una mancanza di percezione del pericolo e il grandissimo egoismo di quei genitori che non vaccinano, mettendo in pericolo i bambini più fragili. Quei piccoli che, magari, non possono essere vaccinati perché hanno malattie particolari». Contro questo fenomeno, «vanno bene misure di contenimento, ma il problema è culturale», ha concluso la ministra che, tra ironia e serietà, ha esortato i medici riuniti in sala: «Siete tanti, oltre trecento. Fate una passeggiata per Rimini, prendete le persone sottobraccio. E spiegate loro cosa succede ai bambini che non vengono vaccinati».

Le altre priorità
Oltre alla prevenzione, tre le priorità indicate da Lorenzin, da realizzare a breve termine: una corretta programmazione del fabbisogno di professionisti della sanità; la riforma dell'Agenzia del Farmaco; la Riforma del Titolo V.
«Saranno abolite le materie concorrenti tra Stato e Regioni nelle politiche di Salute– ha spiegato Lorenzin. – Vogliamo dare un impulso molto forte a livello nazionale, in modo da avere processi decisionali più veloci e una governance di interesse universale».
«Non dobbiamo abdicare alla missione universalistica del Servizio sanitario nazionale – ha concluso, né rinunciare a garantire a tutti i cittadini uguale accesso alle cure. Abdicare a queste funzioni sarebbe indegno di un paese come il nostro, che ha dato la patria al Ssn».

«Anche la ministra ha accettato di camminare sul nostro ponte - ha commentato il presidente della Fnomceo, Roberta Chersevani, riferendosi al simbolo scelto per le tre Conferenze Nazionali (prima di Rimini, c'erano state Fiuggi 2007 e Roma 2010) - È inutile infatti che noi medici guardiamo al futuro se le istituzioni non percorrono la nostra stessa strada».


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