Dal governo

«La mala gestio favorisce la corruzione»: l’appello dei giudici contabili per un recupero dei valori

di Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore di oggi)

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Il pozzo senza fine - spesso l’origine di tutti i guai - degli appalti pubblici. La piaga degli sprechi e non solo di Asl e ospedali. Il labirinto della dispersione dei fondi Ue dilapidati perché non richiesti o richiesti e ottenuti senza alcun diritto, col Sud nella graticola. I servizi pubblici ai posti bassi in Europa. L'abuso delle consulenze e degli incarichi esterni, il bubbone delle partecipate, le irregolarità contributive e gli oneri assunti senza un impegno contabile, i debiti fuori bilancio della Pa che ipotecano il futuro. Perfino l'«indebita erogazione di stipendi, indennità ed emolumenti» ai dipendenti. In centinaia di pagine la chiamano in diversi modi: «mala gestio», misure «contra legem» o spesso più sbrigativamente la bollano senza mezze misure come «corruzione». Tutto da derubricare in fin dei conti alla voce “risorse pubbliche gettate al vento”. Patrimonio d'immagine che si sgretola. Sia quel che sia, ancora troppo continua a girare per il verso sbagliato nel corpaccione della pubblica amministrazione. Così, almeno, certifica la Corte dei conti all'inaugurazione, avvenuta ieri, dell'anno giudiziario della magistratura contabile.

La doppia lettura del presidente
Un anno, il 2017, che si apre con uno scenario economico-finanziario quanto meno instabile. Dopo un 2016 da barometro altrettanto inverso, o comunque sotto le attese e le promesse iniziali. Tanto che il presidente della Corte dei conti, Arturo Martucci di Scarfizzi, fornisce una lettura con due chiavi. Da un lato l'esistenza di «primi, anche se deboli, segnali di ripresa dell'economia interna sul finire dello scorso anno», dalla timidissima inflazione in più fino ai primi risultati della «rottamazione delle cartelle esattoriali». Dall'altro, mette però in guardia, Martucci di Scarfizzi, sulla fragilità della ripresa di questo 2017 e sulle certezze da dare alla Ue: «Deve tenersi conto – ha sottolineato davanti al capo dello Stato, Sergio Mattarella – della ancora fragile ripresa dell'attività produttiva nazionale, soprattutto in relazione ai vincoli di finanza pubblica che derivano all'Italia dall'appartenenza all'Unione europea dalla moneta unica». Per questo si deve «guardare al prossimo triennio con particolare attenzione e cautela, tenuto conto anche del probabile riorientamento della politica monetaria della Bce». Anche se la Ue, ha aggiunto in stretta coincidenza col confronto Roma-Bruxelles, ha il dovere di tener conto degli «effetti continuativi del sisma». Mentre il Governo, che tanto ha puntato sul nuovo ruolo della Corte, non può far finta di non sapere che l'organico dei magistrati contabili è sottodimensionato di 230 unità: una situazione ormai «drammatica».

La corruzione
Ma è sulla corruzione e sui vizi e vizietti della Pa, che si sono soffermatela relazione del presidente come quella del Procuratore generale presso la Corte dei conti, Claudio Galtieri. A partire da una questione di fondo, ha ricordato Galtieri: il ruolo perverso della burocrazia e dell'inefficienza della macchina amministrativa: che «favoriscono spesso fenomeni distorsivi che determinano sia inefficienza sia, in modo non infrequente, fenomeni di rilievo penale». Vale a dire: «È l'inefficienza a creare ampie zone oscure, nelle quali più facilmente si possono inserire e nascondere i conflitti di intesse e la corruzione». Corruzione che «si manifesta in maniera più consistente negli appalti pubblici», ha denunciato il Pg. E che è tanto più difficile da stanare se avviene da parte di “singoli” che da parte di organizzazioni criminali, contro le quali in teoria le armi sono meno spuntate. Nella speranza che l'alleanza della Corte con l'Anac e l'Antitrust rafforzi sempre più le capacità di indagine da parte delle istituzioni. Anche se il contrasto alla corruzione non basta, ha proseguito, perché serve un forte «recupero di valori», a partire dalla scuola e dalla famiglia. E una formazione decisa negli apparati.
Resta il rischio di «dispersione dei fondi Ue»,un autentico anello debole, soprattutto al Sud, fonte di frodi milionarie. Per non dire della valutazione dei casi di mala gestio illustrata da Martucci di Scarfizzi: almeno la metà dei giudizi della Corte dei conti per danno erariale sono a carico di «agenti pubblici territoriali e sanitari». Con gli appalti che restano il terreno di caccia-principe della malversazione. Una catena sempre difficile da spezzare. Con pesanti effetti anche sulla concorrenza.


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