Dal governo

Il ruolo anti corruzione del management della sanità

di Francesco Ripa di Meana (presidente Fiaso)

Un sistema produttivo ad alta complessità gestionale come quello sanitario, dove convivono professionalità che, giocoforza, operano con ampi margini di autonoma responsabilità decisionale, è più di altri esposto a corruzione e infiltrazioni della criminalità organizzata. Che il fenomeno sia “profondo e grave” lo ha del resto ricordato Il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, intervenendo a Napoli al convegno organizzato da Fiaso e il Santobono Pausilipon proprio sul tema della corruzione.

Purtroppo però in sanità spesso lo scandalismo prevale sulla verità dei fatti, come dimostra la fiera dei numeri sui costi del malaffare nel nostro settore. Chi dice che siano 1, chi 6, chi oltre 20 i miliardi di sprechi generati dalla corruzione. E perché non dire allora che tutti e 111 i miliardi del fondo sanitario nazionale sono fonte di spreco e possono essere risparmiati. Cosi magari si renderebbe più facile il disegno di chi, vituperando la gestione pubblica, vuole orientare l’opinione pubblica e la politica verso la privatizzazione del sistema.

Che si tratti di cifre sparate al vento lo ha ricordato sempre Cantone. Il problema però esiste, soprattutto se lo si osserva non solo dal punto di vista penale, ma anche da quello della “mala amministrazione”. Di questo il management è ben consapevole, tanto che secondo una recente indagine oltre tre quarti dei dirigenti di Asl e Ao ritiene importante stare all’erta e dotarsi di adeguati strumenti per affrontare la corruzione. Strumenti che il 90% delle aziende possiede già, avendo utilizzato le misure della legge 190/2012 sulla prevenzione dei fenomeni corruttivi. Una legge nella quale, bisogna dirlo, a volte l’approccio burocratico sembra prevalere sulla concreta messa in opera degli strumenti di monitoraggio e controllo.

In questo campo Fiaso rivendica con forza, e ha il dovere di farlo, il ruolo che il top e middle management delle aziende ha avuto nel diffondere buone pratiche e una cultura della trasparenza e della lotta ai conflitti di interessi come antidoto alla corruzione. Per questo si è alleata con “Illuminiamo la salute”, di cui fa parte Libera di don Ciotti, per affermare l’etica del sevizio e del servitore pubblico, dando vita a un progetto cui aderisce la totalità delle aziende.

E in quest’ottica Fiaso promuove continuamente attività di formazione e informazione per i dipendenti delle aziende come forma di prevenzione. È naturale che si tratti di un cambiamento importante, dalla logica dell’adempimento burocratico a quella della decisone responsabile. Per questo sorge il dubbio che le accuse indiscriminate di corruzione in realtà siano cavalcate da chi non vuole che nel sistema ci sia gente che assume responsabilmente decisioni, dallo sportellista del Cup al medico che prescrive, al manager che organizza le aziende e firma i contratti.

Dinanzi a questi attacchi indiscriminati dobbiamo però avere il coraggio di dire con chiarezza che il nostro sistema sanitario ha retto in questi anni di crisi e tagli solo grazie alle scelte che ogni giorno hanno assunto tanti medici e manager, infermieri e tecnici. Scelte in larga parte orientate a promuovere la qualità dei servizi.

Con altrettanta convinzione dobbiamo affermare che corruzione e mal administration non possono essere arginate senza trasparenza e una classe di manager competenti e motivati, in grado di conoscere e interpretare il sistema, ma anche di governarlo con il piglio del leader verso la presa in carico dei problemi del paziente. Come ricordato di recente dalla Corte di cassazione, è la capacità di prevenire la corruzione più ancora della forza di ripararne i guasti. Il tema centrale è quindi quello di individuare regole quanto più oggettive e condivise fra le aziende.

Sapendo che la “gap analysis”, che consente di calcolare le differenze tra costi standard e costi effettivi di un determinato fattore della produzione, è importante per identificare i punti deboli e valutare i comportamenti. Una volta identificato un processo a rischio, devo poi pormi tre domande: se ho una procedura per governarlo, se al suo interno esistano dei “key officer” responsabili di processo e se possiedo un efficace meccanismo di controllo.

Per fornire una risposta a questi e altri quesiti che la prevenzione della corruzione pone, Fiaso ha lanciato il nuovo “Progetto integrità”.

Con quattro obiettivi di massima: condividere le buone pratiche sul tema delle verifiche e dei controlli; individuare criticità e punti di forza; costruire una rete di operatori e di strutture che si occupano del tema; sviluppare un approccio culturale su verifiche e controlli.

Nel 2017 l’attenzione si concentrerà su quattro aree “sensibili”: appalti, personale, sperimentazione clinica e ricerca, libera professione e liste d’attesa. Sappiamo che il Ssn ha subito delle offese ma ha anche retto! Crediamo che il modo più efficace per riportarlo allo stato di piena integrità sia prevenire la corruzione più ancor che colpirla.

Puntando sugli uomini che “fanno sanità”, perché senza responsabilità individuale la legalità è solo un’astrazione.

Francesco Ripa di Meana

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati