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Ingegneria genetica, il parere del Comitato nazionale di bioetica

di Comitato nazionale di bioetica

Nel contesto delle recenti nuove tecniche altamente innovative dell’ingegneria genetica, in grado di modificare le sequenze del Dna degli organismi viventi con elevata precisione, relativa facilità, costi contenuti, il parere analizza la tecnica CRISP-Cas9 .
Dopo una descrizione scientifica della tecnica del gene-editing, il documento si sofferma sulle peculiarità della tecnica, sulle potenzialità, sui rischi e sulle possibili applicazioni, nel contesto del dibattito bioetico attuale emerso in ambito scientifico. Il documento si sofferma in modo particolare a discutere i temi bioetici con riferimento alla sperimentazione sull'uomo, distinguendo la sperimentazione su cellule somatiche, su gameti e su embrioni umani. Su ogni punto il Comitato discute gli argomenti bioetici: dalla discussione emergono alcuni elementi di condivisione e alcune divergenze.
Il Comitato richiama la rilevanza di un ampio dialogo pubblico sul tema del gene-editing, nei vari ambiti scientifici, etici, sociali, esprimendo una linea di prudenza rispetto a tecniche sperimentali che, allo stato attuale delle conoscenze, presentano forti margini di incertezza. Il Comitato sottolinea la necessità di trovare regole internazionalmente condivise per disciplinare la ricerca biomedica.
Il Comitato si esprime favorevolmente rispetto alla sperimentazione in vitro e animale, secondo le regole internazionali, al fine di testare la sicurezza e l'efficacia delle tecnologie. Ritiene eticamente auspicabile un incremento della ricerca sulle cellule somatiche umane sia nell'ambito della ricerca in laboratorio che nell'ambito della ricerca clinica o in vivo.
Rispetto al gene-editing sulla linea germinale umana, il Comitato ritiene non giustificabile la sperimentazione su gameti destinati al concepimento e embrioni umani destinati all'impianto, concordando sulla opportunità della moratoria sulla ricerca clinica o ricerca in vivo finché non siano raggiunte le indispensabili condizioni di sicurezza ed efficacia della tecnica.
Il Comitato esprime visioni contrapposte sulla sperimentazione del gene-editing in laboratorio sui gameti non destinati alla riproduzione e su embrioni in vitro non destinati all'impianto: alcuni sono favorevoli, altri contrari sulla base di argomentazioni contrapposte.
In appendice è riportata una breve storia della ingegneria genetica per delineare il contesto della nascita del gene editing e una analisi dei principali documenti internazionale, oltre che della normativa nazionale.
Il parere, coordinato nelle diverse stesure dai Proff.: Stefano Canestrari, Carlo Casonato, Bruno Dallapiccola, Assuntina Morresi, Demetrio Neri, Laura Palazzani, Monica Toraldo di Francia, Grazia Zuffa, è stato approvato nella plenaria del 23 febbraio 2017 dai Proff.: Salvatore Amato, Luisella Battaglia, Stefano Canestrari, Cinzia Caporale, Carlo Casonato, Antonio Da Re, Lorenzo d'Avack, Mario de Curtis, Riccardo Di Segni, Assuntina Morresi, Andrea Nicolussi, Laura Palazzani, Monica Toraldo di Francia, Grazia Zuffa.
Si è astenuto il Prof. Carlo Flamigni. Hanno espresso voto favorevole i membri consultivi i Dott.: Maurizio Benato (FNOMCEO), Anna Teresa Palamara (CSS), Carlo Petrini (ISS).
Assenti alla plenaria hanno espresso successivamente la loro adesione al documento i Proff.: Carlo Caltagirone, Francesco D'Agostino, Bruno Dallapiccola, Paola Frati, Silvio Garattini, Marianna Gensabella, Rodolfo Proietti, Massimo Sargiacomo, Lucetta Scaraffia e, tra i membri consultivi, la Dott.ssa Carla Bernasconi (FNOVI).In data odierna è stata pubblicata sul sito della Presidenza del Consiglio (alla pagina http://presidenza.governo.it/bioetica/pareri.html) il parere “L'editing genetico e la tecnica CRISPR-CAS9: considerazioni etiche”.


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