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Manovra/ Caparini (Regioni): «Il miliardo per il 2019 sia svincolato dal nuovo Patto salute»

di Barbara Gobbi

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«Non ci sembra opportuno vincolare l’erogazione delle “isorisorse” 2019 alla stipula del nuovo Patto per la salute, auspichiamo che il Parlamento sposti il temine al 30 giugno per il solo biennio 2020-21». Così Davide Caparini - assessore al bilancio della Regione Lombardia e coordinatore della commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome - dopo l’intervento in audizione di fronte alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. «Inoltre – ha proseguito l’assessore - occorrono un impegno maggiore sul fonte dei contratti di formazione specialistica in sanità con l’aumento delle borse di studio e il superamento dell’attuale parametro di spesa per il personale in sanità affinché si posa procedere a nuove assunzioni».

Queste le richieste principali per la Sanità da parte delle Regioni, il cui accesso alle risorse in più del Fondo sanitario nazionale, incluso appunto il solo miliardo per il 2019 ereditato dalla scorsa manovra, il testo entrante della legge di Bilancio vorrebbe fosse vincolato alla stipula di un Patto per la salute. «C’è comunque una cornice finanziaria per delineare il Patto della Salute con la definizione del fondo sanitario nazionale sul triennio 2019/2021 che prevede una crescita di 4,5 miliardi», ha ricordato Caparini. Che ha messo in risalto i nodi cruciali da affrontare nell'ambito di una «proficua trattativa con il Governo»: destinazione di risorse per ridurre le liste d’attesa, per il rinnovo dei contratti del comparto, per i farmaci innovativi, per la soluzione dell’annosa questione del pay-back farmaceutico, per il finanziamento del fondo per il risarcimento degli emotrasfusi.

In ogni caso, aveva premesso l'assessore lombardo ricordando l'accordo stipulato il 15 ottobre scorso tra Regioni e Mef, «la legge di bilancio 2019 presenta aspetti positivi per le Regioni, soprattutto per le politiche di rilancio degli investimenti, da cui partire per definire nuovi interventi in sanità e nel trasporto pubblico locale da parte del Governo e del Parlamento. In particolare, meritano di essere ricordati – ha spiegato Caparini – l’azzeramento strutturale dei tagli per gli anni 2019-2020, la salvaguardia dei trasferimenti per 1,4 miliardi destinati alle politiche sociali; la possibilità di qualificare gli avanzi di amministrazione per liberare 4,2 miliardi a favore degli investimenti – ha aggiunto Caparini - fondamentali per lo sviluppo del Paese. A questi vanno ad aggiungersi 2 miliardi per l’edilizia sanitaria e 250 milioni di euro all’ anno a favore delle province per strade e scuole. Va poi sottolineato – ha proseguito Caparini - il rifinanziamento per il pluriennale 2019-2021 di: 100 milioni di euro annui sul Fondo non autosufficienze e di 120 milioni di euro annui sul Fondo Politiche sociali.


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