Ssn: tutte le battaglie d'autunno

Arriva settembre. E si torna al lavoro dopo le vacanze ricominciando per la sanità da dove ci si era lasciati all'inizio di agosto, con partite importantissime tutte aperte e da giocare in fretta per il futuro (prossimo) del Ssn. Sempre che il Governo ce la faccia a superare la minaccia di una crisi ulteriore legata alla condanna a sette anni di carcere e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici di Silvio Berlusconi su cui deve decidere il Parlamento, che potrebbe di nuovo paralizzare tutto.

C'è in prima linea il grande rebus del nuovo Patto per la salute da risolvere. Su cui per ora l'unico accordo formalizzato - in attesa di definire a settembre la tabella di marcia - è quello di dare il via a dieci tavoli di lavoro Governo-Regioni per stabilire tutte le nuove regole (VEDI) . Partono il 9 settembre e il primo calendario fissato arriva fino al 20 del mese.

Gli elementi principali sono il dilemma dei ticket da due miliardi da cancellare (con la legge di stabilità che dovrà stabilire i termini economici della partita) e di tutto il sistema comunque da rimodulare, con un occhio al nuovo Isee fresco di approvazione (VEDI) . Poi sempre col Patto, ci sono le cure h24 sul territorio ancora in alto mare e la ristrutturazione della rete ospedaliera, rendendo "inoffensivi" i piccoli ospedali pericolosi per la salute e applicando quel regolamento sugli standard ospedalieri messo a punto con il precedente Governo, ancora in stand by, ma su cui proprio oggi il ministro Lorenzin ha accelerato, ricordando - dopo averlo affermato nell'intervista di giugno su Il Sole-24 Ore Sanità (VEDI) - che il Ssn ha bisogno di un «processo organizzativo che parte dalla migliori pratiche» e le ottimizzi (VEDI) .

Poi, ancora nel Patto, si dovranno rivedere tra le altre, le regole sui piani di rientro, l'integrazione sociosanitaria, i rapporti Ssn-Università e la questione rovente - la direttiva Ue entra in vigore a ottobre - delle tariffe per la mobililità interregionale, ma soprattutto transfrontaliera (VEDI) .

E una soluzione rapidissima la richiede anche il nodo irrisolto del riparto 2013, di cui non si ha ancora traccia nonostante si sia compiuto il giro di boa di metà anno. Le regole sono quelle federaliste dei costi standard, ma se le cinque Regioni di riferimento sono ormai acquisite (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche e Umbria: VEDI ) la scelta delle tre benchamrk su cui parametrare conti e standard è stata rinviata all'autunno, ormai alle porte. Anche perché i governatori chiedono ancora chiarezza sui finanziamenti del Ssn, che però con tutta probabilità non arriveranno prima di metà ottobre, quando il provvedimento di stabilità 2013 farà il suo ingresso in scena. Una chiarezza necessaria dopo le innumerevoli richieste delle Regioni e per allontanare ogni dubbio di ulteriori possibili manovre - contro cui il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha promesso di vegliare e di far si che si parli solo di appropriatezza e mai più di tagli lineari - su cui qualche ombra c'è, soprattutto dopo le dichiarazioni estive del ministro dell'Economia Saccomanni che ha annunciato di lavorare a una nuova fase di spending review da 4-5 miliardi nel 2014, sanità compresa.

Con il Patto - nonostante le fughe in avanti che dal 2008 a oggi ci sono state con l'ampliamento dei Drg a rischio e l'accelerata su malattie rare e patologie croniche della proposta Balduzzi (VEDI) ferma però all'Economia - c'è anche da risolvere la "questione Lea", ancora nel guado. I livelli essenziali sono per la maggior parte ancora quelli approvati nel 2001, ma in questi anni molto è cambiato, dalle indagini diagnostiche divenute obsolete e da cancellare a quelle innovative e tecnologicamente all'avanguardia da prevedere, dall'assistenza a categorie prima dimenticate come, appunto, le malattie rare e le croniche allo stop da dare a un eccesso di prestazioni "inutili" (che nei "vecchi" Lea sono state lasciate alla volontà delle Regioni) e/o a rischio che spesso ancora si erogano a carico del Ssn.

C'è poi la partita dei farmaci. La spesa (almeno quella territoriale, visti gli exploit dell'ospedaliera che non accenna a frenare) è calata vetriginosamente e a ritmo costante negli ultimi anni. Anche se alcune prime previsioni Aifa (VEDI) indicano una ripresa (se non uno sforamento) nel 2013. Ma ci sono altre partite apertissime per il settore. Quella del Prontuario da "ripulire" sul quale sono sul chivalà tutte le compenenti della filiera (VEDI) . E quella (rinviata al 31 dicembre 2013 dal Dpcm del 26 giugno) della remunerazione della filiera distributiva del farmaco: visti i tempi, i tavoli Governo-industria-grossisri-farmacisti devono essere necessariamente aperti a settembre.

Un percorso delicatissimo quindi. Su cui gli ostacoli non mancano davvero. Dalla tenuta del Governo, più forte dopo la soluzione alla questione Imu (VEDI) , ma che deve fare i conti con una finanza pubblica sempre in riserva ai "rallentamenti" per affrontare le questioni aperte sul versante del personale che non accenna a ridurre le minacce di dure reazioni. Il blocco economico dei contratt i è confermato per tutto il 2014, ma i sindacati chiedono con forza (VEDI LE INTERVISTE SU QUESTO SITO A: Anaao-Assomed , Cimo-Asmd , Fp Cgil medici , Smi , Aaroi-Emac ) che la trattativa normativa sia comunque aperta, analogamente a quella che dovrà esserci per legge (la 189/2012) per la revisione delle convenzioni. E c'è da trovare una soluzione definitiva all'obbligo assicurativo per i sanitari, dopo la proroga nel decreto «Fare» (VEDI) della scadenza di un anno (a metà 2014 quindi).

Infine le questioni aperte in Parlamento (VEDI) su cui ancora una volta c'è il pressing fortissimo di tutto il mondo professionale del Ssn: la responsabilità dei medici che va di pari passo con la partita dell'assicurazione obbligatoria, e, in pole position, la revisione degli Ordini professionali, con le proposte di legge che stanno per essere unificate al Senato e il Ddl del ministro Lorenzin (VEDI) che deve fare il suo ingresso a brevissimo - con questo e altri temi - nel dibattito parlamentare.

Se il caldo dell'estate sta ormai per finire, quindi, la temperatura nel mondo della Sanità non accenna a calare. Anzi, da settembre e fino a fine anno le "ondate di calore" si annunciano a ritmi serrati. Con la speranza che si riesca un po' alla volta, ma senza eccessive attese, a "rinfrescare" il clima rovente e che per nessuno - Ssn in testa - arrivino ... "colpi" di calore.