Bambini sottratti alle famiglie: un danno piscologico che vale 2 miliardi

Procedure sbagliate, sentenze basate su fatti poco certi, bambini sottratti ingiustamente ai genitori. E ancora: la tutela della sanità mentale dei minori contesi nelle cause di affidamento. Questi i temi al centro del dibatitto di venerdì scorso a Padova, durante la presentazione di Finalmente Liberi, la commissione d'inchiesta di Federcontribuenti, nata per monitorare e denunciare la "malagiustizia" ai danni dei minori. A spiegare per prima gli scopi della commissione è l'avvocato Cristina Franceschini: «Contraddittorio, garantismo, legalità e senso civico. Queste sono, o meglio, dovrebbero essere le regole fondamentali per chiunque decida di trattare casi riguardanti i minori. Oggi ci troviamo ad affrontare casi di centinaia di famiglie distrutte per motivi bislacchi, perizie superficiali, sospetti di abuso non comprovati.». Un problema su più fronti, secondo Franceschini, che vede la sentenza di affidamento del minore come l'ultimo di tutta un serie di errori comuni nella maggior parte dei casi.

I danni psicologici. Tra questi anche la valutazione dello stato psicologico del bambino, come ricorda la pediatra Maria Serenella Pignotti:«Non ci si rende conto di quale aggressione viene consumata nei confronti di un bambino quando gli si sottrae l'affetto e la presenza della madre - dice il pediatra - In troppi casi la sottrazione del piccolo avviene in forma violenta, senza tenere conto della volontà del piccolo costretto magari a dover instaurare un rapporto con il padre che viene rifiutato spontaneamente. Studiando la Pas e le procedure relative l'affidamento mi sono reso conto dei criteri insensati con cui vengono affrontati questi casi. Bisogna rendersi conto -aggiunge ancora la pediatra - che questi bambini vengono traumatizzati. E traumi come questi si trascinano anche nella vita adulta».
Un problema riconducibile anche alla mancata evoluzione della prassi in materia psicologica e psichiatrica, come ha spiegato il dottor Paolo Cioni, che mette in evidenza l'arbitrarietà delle valutazioni nelle sedi giudicanti: «A livello psicologico le problematiche si possono individuare con segnali chiari. Credo sia importante oggi più che mai conveniresu tutta una serie di criteri da prendere in considerazione per la compilazioni dellevalutazioni sullo stato di benessere familiare del bambino evitando di lasciare al mero parere di una persona, anche se esperta, valutazioni di questo tipo". Interessi di casta e mancata volontà di mettere un freno agli automatismi è il problema che non permette, secondo Cioni, una nuova redifinizione del sistema che dovrebbe essere rivisto anche solo in funzione dei costanti studi che in tutto il mondo vengono promossi nel settore.

Le cattive pratiche. E a parlare di interessi, ma anche di realtà torbida e contaminazione istituzionale, è anche il giudice Francesco Morcavallo che ha recentemente rassegnato le sue dimissioni per aderire attivamente alla commissione d'inchiesta: «Il meccanismo decisorio troppo spesso si basa su pretesti che nulla hanno a che vedere con fatti e prove. Sono decine di migliaia i bambini che così vengono sradicati dalle proprie famiglie per essere collocati in strutture che rendono denaro pubblico, speso male, e che circola anche a costo di portare al suicidio bambini e adulti. Il tutto accompagnato dal silenzio delle istituzioni, anche quelle che dovrebbero essere preposte all'esercizio di controllo sulle decisioni prese dalla magistratura» conclude Morcavallo.

Il giro d'affari. «I cittadini devono farsi carico di queste situazioni, anche se non riguardano la loro sfera privata - ha detto Marco Paccagnella, presidente di Federcontribuenti - L'opinione pubblica deve intervenire sia per sensibilizzare un cambiamento necessario per definire la nostra società come civile, ma anche per sottrarsi dalla responsabilità di queste azioni».
Una responsabilità indiretta, riconducibile ai soldi pubblici investiti per mantenere le strutture di accoglienza a cui hanno fatto riferimento in precedenza gli esperti della commissione: «La commissione ha quantificato in 2 miliardi il giro d'affari che ruota intorno all'affidamento dei minori. Purtroppo quando si parla di spesa pubblica è sempre necessario indagare per capire come vengono spesi questi soldi, e questo è quello che si propone di fare Federcontribuenti collaborando con la commissione d'inchiesta. Abbiamo intenzione di proporre una riforma di tutta la normativa relativa, forse anche l'abrogazione e la sostituzione completa, che forse sarebbe la soluzione più efficace e veloce. Ma prima di tutto vogliamo tutelare l'interesse di questi bambini affinché anche loro possano dire di essere...Finalmente Liberi».