Dibattiti-e-Idee

Aidos: la copertura sanitaria universale passa dall'uguaglianza di genere

di Rosanna Magnano

Promuovere politiche sociali ed economiche trasformative, sostenere l'uguaglianza di genere, promuovere sane politiche fiscali per il finanziamento della sanità, combattere a livello internazionale fenomeni come i paradisi fiscali, la corruzione e i flussi finanziari illeciti e rilanciare a livello nazionale le politiche universalistiche nel campo della salute. Sono le cinque raccomandazioni ai politici italiani contenute nel position paper dell'Associazione italiana donne per lo sviluppo (Aidos), in qualità di membro italiano di Action for Global Health (Afgh), sulla Copertura sanitaria universale (Csu).


La Universal Health Coverage, definita dalla direttora generale Oms Margaret Chan «il più potente concetto che la salute pubblica possa mettere in campo», trova i suoi ostacoli più duri negli squilibri socioeconomici. Quasi la metà del reddito globale è trasferito nell'1% dei più ricchi. Una disuguaglianza che «che determina - si legge nel documento - effetti devastanti sulla vita, la salute e la condizione sociale di miliardi di persone». Basti pensare che tre quarti della popolazione del pianeta vivono senza una protezione sociale e centinaia di milioni di persone non hanno accesso ai servizi sanitari e alle cure mediche essenziali e tra questi 270 milioni di bambini.

Oltre ai quattro percorsi che secondo l'Oms dovrebbero guidare i Paesi nell'attuazione della Csu - ridurre le barriere finanziarie, massimizzare i pagamenti anticipati obbligatori, stabilire un ampio pooling del rischio, usare le finanze pubbliche per garantire la copertura degli indigenti - il position paper ribadisce la netta contrarietà a modelli di finanziamento della salute quali i pagamenti diretti delle prestazioni o i sistemi di assicurazioni private colontarie. L'approccio che funziona: allargare il pooling del rischio. «L'ideale - si legge nel documento - è la creazione di un unico fondo pubblico nazionale, possibilmente esteso a tutta la popolazione, dove far confluire icontributi dei singoli, con eventuali supplementi della fiscalità generaleo dei paesi donatori, se necessario».

Di primaria importanza la salute delle donne. «E' necessario adottare un approccio di genere - sottolineano l'associazione - nella formulazione delle politiche in generale e in particolare di quelle correlate alla Csu, affinché siano inclusive e rispettose dei diritti delle donne e delle bambine».

Un punto strategico dell'agenda post-2015. «In questa fase del post 2015 - si legge nelle conclusioni - per noi di Aidos diventa fondamentale sostenere l'inclusione tra le priorità di sviluppo sostenibile che sostituiranno gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio di un obiettivo specifico per il raggiungimento dell'eguaglianza di genere, dei diritti e l'empowerment delle donne. Un approccio di questo tipo avrebbe una forza profondamente trasformativa»