Europa e mondo

Usa, indagine Senato: Gilead ha messo profitti prima di salute pazienti

Continuano le polemiche sul prezzo dei farmaci risolutivi contro l'epatite C di Gilead e a parlare oggi è il Senato americano, che ha reso noti i risultati di un'indagine della Commissione Finanze, concludendo che l'azienda ha sempre posto il profitto davanti alla salute dei malati. La Commissione ha passato in rassegna, in 18 mesi, oltre 20.000 pagine di documenti interni all'azienda e dati del programma sanitario federale Medicaid. Secondo quanto riportato nell'indagine - evidenzia PharmaTimes - nel solo 2014 Medicaid avrebbe speso 1,3 miliardi di dollari prima di ottenere sconti dall'azienda produttrice degli innovativi ed efficaci medicinali, per trattare meno del 2,4% delle persone bisognose di cure contro l'epatite C. Nel dettaglio, solo nello Stato dell'Indiana sarebbero stati spesi 40 milioni di dollari per trattare sole 462 persone.

Parlando a una conferenza stampa per annunciare i risultati, il senatore Ron Wyden ha detto: «È stato sempre nei piani di Gilead massimizzare le entrate, e la convenienza e l'accessibilità venivano in secondo piano». Nell'indagine si aggiunge inoltre che i prezzi del Sovaldi (sofosbuvir) e del trattamento combinato Harvoni (ledipasvir-sofosbuvir) non riflettono costi di ricerca e sviluppo o di acquisizioni così alti. In una dichiarazione Gilead ha replicato: «Con le riduzioni e gli sconti ora in atto, i prezzi sono attualmente inferiori dei regimi precedenti». L'azienda ha anche ricordato di aver provveduto a programmi speciali per i pazienti non assicurati e che questi trattamenti riducono i costi a lungo termine associati con l'epatite C cronica, come ad esempio la necessità di trapianti di fegato.


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