Europa e mondo

Ocse, in Italia dipendenti anziani, dirigenti strapagati e cittadini insoddisfatti. Sanità ai minimi per spese, al top per mancato gradimento

di Radiocor Plus

Non solo debito record, ma anche dipendenti attempati, dirigenti strapagati e una diffusa insoddisfazione dei cittadini. Nel rapporto “Government at a Glance”, l’Ocse mette sotto la lente l'amministrazione pubblica dei Paesi membri e lo sguardo spesso si posa inclemente sugli squilibri italiani, noti e meno noti. Non mancano, d'altro canto, i progressi e le aree di distinzione. L’Ocse riconosce, per altro, che l’Italia per contenere la spesa ha messo in atto nel 2008-2016 ben sei spending reviews, che «l'hanno aiutato il Governo a navigare attraverso la stretta ai conti pubblici». La spesa pubblica nel 2015 è stata pari al 50,5% del Pil contro il 40,9% Ocse ed è stata assorbita per il 42,6% dalla protezione sociale contro il 32,6% medio Ocse. Ai servizi pubblici generali è andato il 16,6% contro il 13,2% Ocse, mentre all'istruzione è stato destinato il 7,9% sotto la media Ocse che è del 12,6% e alla sanità il 14,1% contro il 18,7%.
Statali vecchi, alti burocrati super pagati. Passando alla forza lavoro pubblica, il rapporto sottolinea che l'Italia ha la più alta quota tra i Paesi industrializzati di dipendenti statali ultra-55enni, con il 45% contro il 24% medio e la minore proporzione (2%) di giovani tra i 18-34 anni che lavorano per il Governo centrale. Questo - sottolinea il rapporto - richiede un'attenta pianificazione della forza lavoro in modo da assicurare che il pensionamento massiccio dei dipendenti non porti a una perdita di memoria istituzionale e non incida sulla qualità dei servizi pubblici. I dipendenti pubblici, per altro, sono il 13,6% dell'occupazione totale in Italia, contro il 18% medio Ocse. I livelli di retribuzione sono più elevati rispetto alla media soprattutto nelle posizioni più elevate: i senior manager tricolori, cioé i più alti dirigenti della Pa, nel 2015 avevano un compenso annuo lordo di 395.400 dollari, il più alto dell'Ocse dopo l’Australia, a fronte di una media di 231.500 dollari. Anche per le mansioni di segreteria la P.a italiana è più generosa della media Ocse, mentre lesina sui compensi dei professionisti, cioè i dipendenti pubblici con competenze tecniche specifiche (67.900 dollari contro 88.700).
Servizi: metà dei cittadini insoddisfatta. Nel 2016 solo il 49% degli interpellati nei sondaggi si dichiarava soddisfatto dei servizi sanitari. Il dato, che relega l'Italia al sestultimo posto nell'Ocse, è in calo dal 56% del 2007 e si confronta con il 70% medio Ocse. Tra scuole senza materiale didattico (secondo peggior caso dell'Ocse), test di apprendimento deludenti, istituti poco accoglienti e insegnanti poco collaborativi secondo gli studenti (e in coda per salario secondo il confronto internazionale), la Penisola è quintultima per soddisfazione nel sistema scolastico con il 55% contro il 67% Ocse. Penultimo posto, poi, per la fiducia nel sistema giudiziario, apprezzato solo dal 24% dei cittadini contro il 55% Ocse. Nel complesso la fiducia nel governo nazionale, già scarsa nel 2007 (30%), nel 2015 e' scesa al 24%. È più bassa solo in Cile e in Grecia.


© RIPRODUZIONE RISERVATA