Sentenze

Cassazione, confermato il licenziamento: senza un titolo equipollente il massofisioterapista non può esercitare

di Paola Ferrari

Il massofisioterapista che ha iniziato l'attività prima dell'entrata in vigore del Dm 27 luglio 2000 e non aveva conseguito un corso triennale riconosciuto non può esercitare la professione. È questa la motivazione della sentenza n. 4866/2014 depositata il 28 febbraio dalla sezione Lavoro della Cassazione, che conferma una pronuncia con cui la Corte d'appello di Napoli respinse il ricorso di un lavoratore licenziato da parte di un centro fisioterapico perché in possesso solo di un diploma biennale.

Il Dm del 27 luglio 2000 considerava equipollenti per i fisioterapisti i diplomi e gli attestati conseguiti in base alla normativa precedente a quella attuativa dell'art. 6, comma 3, del Dlgs 502/1992, che nel caso del massofisioterapista prescriveva di aver conseguito il diploma di un corso triennale di formazione specifica. Secondo il lavoratore, la nuova normativa non può incidere sulle posizioni lavorative preesistenti e il massofisioterapista con il titolo conseguito dopo un corso biennale deve poter accedere all'equipollenza.

Respingendo questa tesi e facendo proprio il precedente del Consiglio di Stato, Sez. 4, n. 5225/2007, i giudici hanno affermato che il tenore letterale della norma porta a disattendere una impostazione secondo cui tutti i diversi titoli preesistenti devono essere riconosciuti come equipollenti ai diplomi universitari di nuova istituzione. Il Consiglio di Stato ha osservato che l'equipollenza può operare in via automatica solo se il relativo diploma è stato conseguito all'esito di un corso già regolamentato a livello nazionale e cioè solo in presenza di moduli formativi la cui uniformità ed equivalenza fosse già stata riconosciuta nel regime pregresso.

Nel caso dei massofisioterapisti, la legge 403/1971, istitutiva di tale professione sanitaria ausiliaria, non dettava norme sul relativo percorso formativo, sicché lo stesso è stato disciplinato in modo difforme sul territorio nazionale, con la conseguenza che i titoli rilasciati alla fine dei corsi non potevano in realtà fruire di alcun riconoscimento automatico con piena equiparazione al titolo di fisioterapista acquisito nel vecchio ordinamento sulla base di percorsi didattici i cui contenuti erano stati precisamente normati.

Del tutto irrilevante appare quindi il riferimento al principio dell'irretroattività della legge: scopo della normativa era quello di regolamentare il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento delle professioni, stabilendo criteri e modalità per garantire l'equivalenza dei nuovi titoli professionali a quelli preesistenti e, quindi, omogenei livelli professionali, anche attraverso la partecipazione ad appositi corsi di riqualificazione (v. legge 42/1999, art. 4, comma 2).