Sentenze

Croce Rossa: la relazione della Corte dei conti

Notevoli difficoltà organizzative e funzionali hanno determinato lunghi periodi di commissariamento della Croce Rossa Italiana (negli ultimi 32 anni la Cri è stata commissariata per quasi 25 anni). La fase di commissariamento è cessata con la nomina del presidente nazionale l'8 febbraio 2013, a seguito delle elezioni indette in attuazione della normativa di riforma dell'ente.

Criticità che rimangono.
Tuttavia la Corte dei conti evidenzia che persistono alcune criticità gestionali e organizzative:
il 2013 si è chiuso con un disavanzo di 24.471.809,74 euro delle Unità territoriali e di 26.244.135,69 euro del Comitato centrale, pari a un disavanzo finanziario consolidato dell'Associazione di 50.715.945,43 euro. Ciò, pur in presenza di un avanzo di amministrazione disponibile di 2.069.287 euro;
si sono incrementati i disavanzi delle sedi periferiche delle Regioni Lazio ed Umbria determinati, principalmente, da quelli dei Comitati provinciali di Roma, Latina e Perugia;
i residui attivi, in massima parte provenienti dagli esercizi pregressi, sono aumentati del 12,3%. Anche i residui passivi si sono incrementati del 13,8%;
la dotazione organica del personale militare non è stata definita nel 2013. La recente riforma prevede, peraltro, che il Corpo militare, costituito esclusivamente da personale volontario, transiterà in un ruolo ad esaurimento nell'ambito del personale civile della Cri;
non si è ancora concluso il contenzioso con la società SI.S.E. in liquidazione (della quale la Croce Rossa Italiana è socio unico), essendo fallito il tentativo di una soluzione in via transattiva.