Imprese e mercato

General Electric: le tecnologie fanno risparmi

di Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore)

Primo passo: meno ospedali e meno ricoveri. E poi avanti tutta con una cura massiccia di investimenti nelle infrastrutture associata all'innovazione tecnologica e all'efficienza energetica. Mentre il Governo cerca disperatamente la ricetta per fare spending review e ridurre i costi della sanità pubblica, una proposta pronta per l'uso arriva dalla multinazionale General Electric, il colosso Usa che con la sua costola italiana fattura soltanto in sanità 800 mln, quasi interamente negli ospedali pubblici e privati, e conta più di 700 occupati.

Socio forte di Assobiomedica, l'associazione che raggruppa le aziende del biomedicale made in Italy, General Electric ha insomma tutte le carte in regola per occuparsi di sanità. E lo fa per la prima volta in Italia con un «Memorandum» rivolto non a caso in tempo di spending ai decisori politici, e non solo, dal titolo significativo: «Un contributo alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale».

Spiega Marco Campione, ad di Ge Healthcare Italia: «Esistono tantissimi strumenti a basso costo in grado di garantire grandi risparmi. L'ospedale è una città molto poco efficiente e molto autostenibile: con tecnologie più verdi, assai meno costose, è invece possibile generare grandi risparmi». Risparmi che l'azienda quantifica in centinaia di milioni euro l'anno, soltanto intervenendo (e dimezzandoli) sui consumi energetici, che sarebbero un duplice toccasana: per l'ambiente e per i conti pubblici.

Gli esempi concreti "sul campo" non mancano. Intervenendo nella depurazione delle acque, nello smaltimento dei rifiuti, nella gestione dell'illuminazione o del riscaldamento. Meno ospedali, ma "verdi" e risparmiosi. È la cura decisiva della «ecosostenibilità», insomma. «In Lombardia, in Emilia e soprattutto in Toscana – aggiunge Campione – esistono ospedali di media dimensione che hanno dimezzato i costi di gestione energetici». Risparmi che alleggerirebbero non poco i conti economici delle strutture. Secondo lo studio, infatti, dato il livello attuale degli impianti e delle dotazioni tecnologiche nelle strutture sanitarie, il potenziale di risparmio per alcuni ospedali, quelle più vetusti e più arretrati come parco macchine, potrebbe sfiorare fino al 50% degli attuali consumi energetici e dell'acqua consumata. Come dire che «un potenziale di risparmio di circa il 15-25% può valere per qualsiasi struttura che non è stata ancora sottoposta a interventi di risparmio energetico».

Il classico esempio del fatto che "investire conviene", perché fa ristampare e migliora anche la qualità delle cure. Con una strategia che preveda reti ospedaliere hub&spoke, accompagnate dalle tecnologie e dalla diagnostica domiciliare leggera, cosicché il territorio possa fare le funzioni che l'ospedale dovrebbe evitare. Ma rinnovandosi: verde, leggero, risparmioso. E più sicuro.