Europa e Mondo

Il 5 maggio giornata mondiale delle «mani pulite» contro le infezioni ospedaliere

Almeno dieci pazienti su 100 nei Paesi occidentali e 7 su 100 nei Paesi in via di sviluppo contraggono infezioni ospedaliere, una volta ricoverati, dovute alla carenza di igiene nelle procedure assistenziali. Un dato che sale drammaticamente al 30% per i pazienti più vulnerabili, ricoverati nelle terapie intensive. Eppure, basterebbe che gli operatori lavassero correttamente le mani per dimezzare i rischi.

Per questo l'Organizzazione mondiale della Sanità lancia anche quest'anno, come ogni anno dal 2009, la campagna globale «Save Lives: Clean Your Hands», dedicata innanzitutto ai professionisti sanitari.
Per una corretta igiene, ricordano dall'Oms: occorre lavarsi in 5 momenti fondamentali: prima di toccare un paziente; prima delle procedure e degli interventi asettici che prevedono, a esempio, l'inserimento di cateteri; dopo il contatto con fluidi corporei; dopo aver toccato un paziente; dopo aver toccato l'ambiente circostante il paziente.

Secondo gli ultimi dati dell'Oms la prevalenza delle infezioni ospedaliere, causate spesso da germi resistenti a diversi antibiotici, nella popolazione delle nazioni ad alto reddito è del 7,6%. E circa l'80% di tutte le infezioni ospedaliere riguarda quattro sedi principali: il tratto urinario, le ferite chirurgiche, l'apparato respiratorio, le infezioni sistemiche (sepsi, batteriemie). Le più frequenti sono le infezioni urinarie, che da sole rappresentano il 35-40% di tutte le infezioni ospedaliere. «Quest'anno - afferma Didier Pittet, responsabile della campagna dell'Oms - hanno aderito all'iniziativa circa 9 mln di operatori sanitari e quasi 4 mln di pazienti ricoverati saranno coinvolti. Un risultato senza precedenti. I nostri sforzi - aggiunge - e quelli di chi lavora in ospedale devono ora essere diretti a sostenere e migliorare le politiche di prevenzione dedicate alla riduzione delle infezioni correlate all'assistenza».

Ma anche i pazienti possono contribuire alla propria sicurezza. Due le strade indicate dall'Oms: informandosi su eventuali iniziative che li rendano maggiormente protagonisti del processo assistenziale; chiedendo direttamente ai sanitari che li stanno curando, di lavarsi appropriatamente le mani.