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Salute globale: "principi guida" al ralenti. Amref fa il punto

di Barbara Gobbi

Quanto sono conosciute e applicate, quanto sono diffusi e ritenuti utili i Principi guida della cooperazione sanitaria messi a punto da un gruppo di esperti nel 2009 e pubblicati sul sito del ministero degli Affari Esteri?
A fare il punto, oggi a Roma sul documento, è l'evento organizzato presso il Mae in cui viene presentato il primo bilancio, realizzato da Amref nell'ambito del progetto EAS "Personale sanitario per tutti e tutti per il personale sanitario", finanziato dalla Farnesina.

Queste le priorità che la Cooperazione Italiana ha adottato nel campo della salute globale, per vagliare la rispondenza delle iniziative da promuovere o finanziare (VEDI ):

- Lotta alla povertà e alle diseguaglianze socioeconomiche: i determinanti sociali della salute.

- Accesso universale ed equo ai servizi sanitari.

- Sistemi sanitari nazionali.

- La partecipazione delle comunità.

- Ricerca scientifica, reti di conoscenza e promozione culturale.

- I disastri naturali o prodotti dall'uomo.

- L'efficacia dell'aiuto allo sviluppo per la salute globale.

La risposta al questionario
Dalle risposte alle 16 domande chiuse o aperte somministrate via mail o tramite intervista telefonica a circa 70 esperti della sanità e della cooperazione di settore in Italia, emerge una realtà in chiaroscuro. Intanto, 34 sono i risultati pienamente comparabili filtrati dal campione, composto da affiliati a ministeri, Ong, aziende sanitarie, enti territoriali, ordini o collegi professionali, Università o altre istituzioni comunque impegnate nelle tre regioni (Toscana, Lombardia e Lazio) dove opera Amref.

«In sintesi - si legge nel report - i principi guida sono ben conosciuti dalla maggioranza di operatori, che sono utilizzati da molte organizzazioni che si occupano di cooperazione sanitaria e che sono in larga misura ritenuti ancora validi, pure se meritevoli di qualche aggiornamento». Resta il fatto che a quanto pare il documento sarebbe diffuso e utilizzato in misura minore rispetto a quanto necessario e che si ha la percezione di una «scarsa appropriazione da parte del ministro degli Esteri». Va poi «tenuto presente - si legge ancora nel testo - lo strabismo decisionale derivante dal policentrismo delle politiche di aiuto allo sviluppo adottate nei diversi ministeri - Mae, Mef e ministero della Sanità - responsabili rispettivamente del 34%, del 37% e del 14% della spesa complessiva per interventi di cooperazione nel quinquennio 2008-2012, in assenza di un fondo unico per la cooperazione e di un processo di priority setting condiviso e trasparente».

In quest'ottica, il rilancio dei principi di cooperazione pare ancora più pressante e utile, rilevano da Amref, per superare i «compartimenti stagni» integrando la cooperazione governativa decentrata nell'ambito dei principi di sussidiarietà e complementarità. Queste le raccomandazioni:

- a breve termine: equipaggiare i Principi guida con un marker di efficacia specifico, che si propone venga allegato ai principi guida, composto da 6 domande in grado di definire se l'iniziativa si occupa di almeno una delle prime sei priorità enunciate nei principi guida stessi;

- a medio termine la strategia si articola invece in sei punti:
- un aggiornamento dei Principi guida dopo l'approvazione del Framework Post 2015 a opera di un gruppo di esperti con il coordinamento forte della DGCS, tale da garantire la coerenza con le Linee guida triennali, oggi ancora lontana;
-diffusione ad ampio raggio e obiettivo approvazione in Conferenza Stato-Regioni;
- coinvolgimento del mondo delle professioni mediche e universitarie, delle università e delle associazioni più recettive;
- maggiore interazione della cooperazione italiana con le associazioni della società civile che si occupano di cooperazione anche su temi specifici dell'agenda della salute globale;
- coinvolgimento del vasto pubblico;
- infine, è auspicabile una riforma della cooperazione italiana che attraverso il meccanismo del fondo unico «risolva l'insufficiente integrazione tra i principali attori e consenta un processo di implementazione condivisa dei Principi guida.