In Parlamento

Monti presenta le linee sulla salute di Scelta Civica: «Destinare maggiori risorse alla sanità»

«Forte deve essere la difesa del Sistema sanitario nazionale, una grande conquista che ha fatto dell'Italia uno dei Paesi piu' avanzati e che ha conseguito un livello di civiltà che da altri Paesi non è stato raggiunto», ha affermato Mario Monti, intervenendo oggi alla presentazione dell'agenda per la sanità di Scelta civica.

«Per difendere il Ssn è necessario rinnovarlo - ha aggiunto - per renderlo coerente con i grandi cambiamenti demografici ed epidemiologici. Adesso - aggiunge - che grazie al risanamento delle finanze pubbliche compiuto in questi 15 mesi é possibile guardare al futuro con maggiori speranze e sarà quindi, dice il premier uscente, «necessario destinare ulteriori risorse al servizio sanitario nazionale da gestire però con maggiore trasparenza e continuando la lotta agli sprechi e alla corruzione».

«Vorrei mettere l'accento - ha aggiunto Monti - sul volano occupazionale espresso dalla sanità: nel settore farmaceutico, biomedicale e informatico ci sono potenzialità ancora inespresse».

Per Monti occorre «un recupero di efficienza anche attraverso la sburocratizzazione e il fisco, che possa dare le energie per creare nuove imprese, consolidare quelle esistenti e attrarne anche dall'estero».

E' un obiettivo - si legge inoltre nell'agenda Monti sulla sanità - sostenere e potenziare la ricerca biomedica e biotecnologica, favorendo la collaborazione tra università, Cnr, altri enti di ricerca e industria, affinché il nostro Paese trattenga e attragga scienziati e tecnici e diventi produttore di nuove cure. Il progresso della medicina sarà così anche elemento di attrazione e creazione di nuove imprese e posti di lavoro qualificati.

L'agenda Monti prevede anche u n piano straordinario per creare almeno 34 nuovi ospedali ad alta specializzazione in Italia.
Vista l'obsolescenza della rete degli ospedali italiani (il 50% ha quasi 50 anni) - si legge nell'agenda - prevedere solo manutenzioni è insufficiente. Dal 1988 ad oggi sono stati stanziati per l'edilizia sanitaria 16,84 miliardi di euro. Ma solo poco più del 40% è stato speso. Si tratta di fondi riservati alle Regioni, finora non confluiti in accordi di programma. Rimangono oltre 6 miliardi di euro con i quali sarebbe possibile costruire, soprattutto al centro sud, almeno 34 ospedali di alta specializzazione, con 500 posti letto ciascuno, per un totale di 17 mila posti letto. Questo piano straordinario di edilizia sanitaria creerebbe circa 34 mila posti di lavoro in 5 anni.

«Le nuove strutture - ha precisato Bruno Gridelli, direttore dell'Ismett e candidato alla Camera con la lista Monti, che ha contribuito alla stesura dell'agenda - ovviamente sostituiranno altre obsolete, nelle quali non possiamo chiedere che siano garantite le cure. Servono nuove infrastrutture».

Le linee generali del programma prvedono di assicurare l'universalità delle cure ma con un forte recupero di efficienza del sistema. Dunque, rinnovare in profondità definendo precisione le prestazioni da garantire nello stesso modo a ogni latitudine. Ticket sostituiti con una franchigia legata al reddito Isee. Rafforzare il ministero e il suo ruolo di indirizzo e di controllo e affidare allo Stato la competenza sulla salute. Cure h24 modello Balduzzi e taglio dei posti letto negli ospedali. Nuove regole di riparto, stop all'invadenza dei partiti. Garanzie ai medici sul rischio clinico. Regole chiare nel rapporto pubblico-privato, definendo le prestazioni dei Fondi integrativi. Ruolo attivo e partecipe dei cittadini, garantendo visibilità e conoscenza (on line) delle prestazioni e della loro qualità nelle strutture. Valorizzare eccellenze e i meriti, riconoscere il volano dell'industria della salute, appunto, come creatrice di ricchezza e di occupazione.