In Parlamento

Cure primarie e riordino ospedaliero in stallo: unica soluzione il Patto per la salute. Audizione Agenas alla Camera

Il risultato che doveva arrivare dalla riorganizzazione dei servizi, non è arrivato. Sono fermi il riordino delle cure primarie e quello ospedaliero. Ed è il Patto per la salute che dovrebbe intervenire su questi settopri, secondo il presidente dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), Giovanni Bissoni, ascoltato davanti alle Commissioni riunite Affari sociali e Bilancio della Camera, durante l'audizione nell'ambito dell'indagine sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

La spending review ha avuto effetto di contenimento della spesa sanitaria per quanto riguarda alcuni fattori come il personale, ma su beni e servizi ha funzionato molto meno, ha spiegato Bissoni, puntando l'attenzione sulla necessità di affrontare alcune spese sanitarie secondo una logica di mercato, ovvero con una migliore organizzazione della domanda e con capitolati d'appalto in grado di mettere in relazione qualità e costi.

Serve una regia per definire l'esigenza di beni e servizi ed evitare, per la stessa siringa, prezzi diversi in diverse regioni. Il presidente dell'Agenas difende la scelta di rinunciare all'aumento dei ticket per 2 miliardi. Gravare sul ticket non sempre produce un vantaggio all'altezza delle aspettative. Con la precedente manovra da 800 milioni, l'incremento si è fermato alla metà, determinando una fuoriuscita dal pubblico verso il privato. Occorre però lavorare sul sistema esenzioni.

Quanto ai Piani di rientro, vanno superati perché hanno portato poche azioni di riordino e nelle Regioni sottoposte, non sono migliorati i livelli assistenziali, anzi sono spesso peggiorati. Il maggior problema italiano, d'altronde, è che siamo il paese europeo con maggiori dislivelli, ha concluso Bissoni citando un'elaborazione Oasi di dati Censis: l'82% dei cittadini del Nord Est è soddisfatto del servizio, mentre al Sud e nelle Isole lo è solo il 37 per cento.