In Parlamento

Sostenibilità Ssn/ Confindustria: «Basta manutenzione precaria del sistema»

Confindustria chiede a Governo e Parlamento di dire basta alle «manutenzioni precarie del Ssn» e ai tagli ai privati e di aprire un confronto che dia «stabilità, sostenibilità e prospettiva» al settore sanitario «in una logica industriale incentrata sulla qualità di prestazioni e servizi». Lo ha detto il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, ascoltata oggi dalle commissioni Affari sociali e Bilancio della Camera.

Ascoltata nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla sfida della tutela della salute tra nuove esigenze del sistema sanitario e obiettivi di finanza pubblica, la Panucci ha sottolineato anche che «un primo banco di prova, soprattutto per quanto riguarda il tema delle risorse, sarà già l'ormai imminente legge di stabilità, con la quale Governo e Parlamento dovranno dare un segnale di forte discontinuità rispetto al metodo seguito in passato e fornire un orientamento chiaro sul percorso da seguire in futuro».

«E' compito della politica - ha infatti sostenuto - individuare soluzioni credibili e sostenibili, spiegando le decisioni ai cittadini e a tutti gli stakeholder, prima che si allarghi nel Paese l'insostenibilità sociale nei confronti di un sistema sociosanitario che, pur essendo ancora nel novero dei migliori, presenta ormai vistose differenze nei livelli di prestazioni e costi e che, invece di cercare soluzioni strutturali a problemi ormai evidenti, ha privilegiato spesso rattoppi temporanei rispetto ad una seria revisione della spesa e eliminazione delle troppe inefficienze e sprechi».

Tre gli indirizzi di policy caldeggiati dal direttore generale Confindustria: «superare la frammentazione regionale delle competenze, potenziando il ruolo dello stato a difesa dell'interesse nazionale della tutela della salute»; organizzare un pilastro privato integrativo per bilanciare la composizione della spesa sanitaria e rendere più efficiente il sistema nel suo complesso; adottare idonee politiche fiscali che «favoriscano l'afflusso di risorse da parte di famigli e lavoratori verso il secondo pilastro e incentivino un impegno crescente da parte delle imprese, compensato sul piano fiscale».

Elemento indispensabile e urgente della nuova stagione invocata da Confindustria anche l'efficientamento del sistema, con l'occhio puntato alla revisione complessiva della rete dei servizi integrando grandi e piccole strutture e servizi nel territorio«per garantire prossimità efficienza ed equità» e all'adeguamento infrastrutturale e tecnologico. «Obiettivi - ha sottolineato la Panucci - che non potranno essere conseguiti con la logica ragionieristica ed emergenziale dei tagli lineari che hanno fortemente danneggiato settori che sostengono la competitività del Paese, come la farmaceutica o i beni strumentali sanitari». Vanno invece «rimossi i troppi sprechi del sistema, con attenzione ai costi standard e al procurement pubblico», potenziati i controlli e il monitoraggio di gestione, ripensata la governance «rafforzando i meccanismi di coordinamento e il ruolo statale nel garantire omogeneità di costi, prestazioni e controlli».

Una strategia che dovrebbe funzionare come antidoto ad uno dei problemi più spinosi affrontati dalla Panucci: la pressione fiscale sulle imprese - con addizionali Irap divenute «un fenomeno pesante, per non dire insopportabile, presente nelle numerose Regioni sottoposte a piani di rientro» - e costi della sanità pubblica gravanti sul settore privato che tra tagli e ritardi di pagamento ammonteranno peil periodo 2012-2015a a ben 8,4 miliardi di euro.

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