In parlamento

La settimana in Parlamento: Milleproroghe e poco più(tutto il resto è noia) con fiducie in arrivo

Il milleproroghe, e poco altro. Anche la prossima settimana le "leggi sanitarie" restano in stand by. Avanza la riforma del terzo settore alla Camera, mentre al Senato in commissione si balla con le indagini conoscitive su Stamina e sostenibilità. Per il resto poco o punto. Perfino la mitica riforma della Pa continua a riposare nei cassetti. E chissà che non sia del tutto male. E intanto per il Governo è emergenza decreti in scadenza.

Quelle riforme istituzionali che paralizzano l'assemblea di Montecitorio, stanno creando non pochi problemi al Governo, al di là dei contenuti della Costituzione sotto esame, in quella miscela esplosiva con la riforma della legge elettorale post Consulta. Non è solo questione di minoranza di sinistra del Pd che infastidisce il premier, o la voce grossa del centrodestra, o la petulanza di Grillo. Per Matteo Renzi e la sua squadra di Governo, il problema è anche quello di far marciare le leggi promesse e annunciate che in Parlamento sono pressoché ferme. E di sminare la strada a rischio dei decreti legge in scadenza. Con una raffica di voti di fiducia.

Cosa bolle in pentola. Di riforma della Pa anche questa settimana non c'è traccia in commissione Affari costituzionali al Senato: è lì da 314 giorni. E neppure del Ddl omnibus Lorenzin, al Senato da 360 giorni, la Igiene e sanità non si occuperà da martedì a giovedì. Resta poco in campo, per la sanità: la riforma del Terzo settore tutta la settimana in sede referente alla Affari sociali della Camera, le indagini su Stamina e sostenibilità alla Igiene e sanità del Senato.

Assalto al mille proroghe e raffica di fiducie in vista. Un piatto forte sarà il Ddl milleproroghe: ormai avviato verso la scadenza, il 1° marzo, quando è ancora in prima lettura alla Camera in commissione Affari costituzionali, il decreto dovrà fare salti mortali per evitare la decadenza: un doppio voto di fiducia è ormai stato messo in preventivo dal Governo. Senza scordare l'assalto di tutti (Governo per primo) ad aggiungere altri (tanti) vagoncini al treno in corsa. Anche in materia sanitaria. E spesso fuori dalle regole di uniformità e omogeneità di materia che ormai ha imposto la Consulta e che il presidente Sergio Mattarella non dovrebbe dimenticare, visto che a quella fatidica sentenza anti decreti monstre, ha partecipato in pieno quando era alla Corte costituzionale.