Lavoro e Professione

Remunerazione delle farmacie: Federfarma pronta alla diffida contro l'ultima proposta della Salute

Proposta di remunerazione delle farmacie del ministero della Salute: Federfarma è pronta alla diffida formale al Governo.

L'esame del testo definitivo, formalizzato per la prima volta dal ministero il 24 gennaio scorso, apre infatti nuovi aspetti che rendono l'accordo ancora più problematico per le farmacie. Per cominciare, spiega una nota inviata ieri da Federfarma ai titolari, l'extra margine dell'8% previsto dalla legge per i medicinali generici viene trasferito a vantaggio del Ssn e non entra più nella disponibilità di grossisti e farmacie. Il secondo aspetto riguarda la quota stabilita in percentuale sul prezzo che si applicherebbe, nel caso di farmaci inseriti nella lista di riferimento, non sul prezzo al pubblico bensì sul prezzo di riferimento stesso, quindi c'è il capitolo della distribuzione intermedia. I criteri di remunerazione formulati dal ministero restringono i meccanismi di concorrenza che hanno consentito alle farmacie di usufruire di migliori condizioni di cessione da parte dei distributori intermedi e perplessità genera anche il preciso riferimento alla percentuale di sforamento del tetto attribuita alle aziende produttrici (66,65% ovvero 58,65%). Infine nella formulazione delle modalità attraverso le quali le Asl debbono liquidare le farmacie si fa riferimento al prezzo ex factory incrementato dalle diverse quote riconosciute alle due categorie, riferimento non chiaro, secondo la nota di Federfarma, nel caso in cui si tratti di medicinali di fascia C erogati in regime di Ssn. Ultimo punto riguarda il fatturato di 258 mila euro che dà adito alle agevolazioni, per il quale non viene precisato che il medesimo si deve intendere relativo al solo fatturato Ssn.

Federfarma ha pronta la diffida ed è pronta a inviarla se il ministero decidesse di voler continuare a insistere sulla strada intrapresa con la predisposizione del schema di remunerazione del tutto diverso da quello dell'accordo raggiunto tra Aifa e fliera il 16 ottobre 2012. Uno schema che lo stesso ministro, nel suo intervento al convegno Assofarm di Bologna, sabato scorso, ha riconosciuto non essere «il migliore degli accordi» (precisando però che si tratta certamente dell'accordo «che oggi risulta possibile») e sul quale ha manifestato la sua disponibilità al confronto.