Lavoro e Professione

Smavi: «Linee per l'emergenza e urgenza, bene così»

Plaude lo Snami, il sindacato autonomo dei medici italiani, al documento uscito dalla Stato-Regioni il 7 febbraio con le «Linee di indirizzo per la riorganizzazione del sistema di emergenza urgenza in rapporto alla continuità assistenziale». Per Vito D'Angelo responsabile nazionale per l'emergenza territoriale, il documento «ripropone quanto proposto negli anni dal tavolo sindacale Snami che indicava un progetto con finalità di rafforzare maggiormente il concetto della centralità delle Cure Primarie sul territorio». E aggiunge: «Abbiamo sempre sostenuto che l'arma vincente di una buona assistenza fosse Il giusto equilibrio sul territorio tra medici di Continuità assistenziale e medici dell'emergenza territoriale, attraverso l'attuazione di un progetto innovativo che vedesse la presa in carico del paziente, ognuno per le proprie competenze e responsabilità, con la giusta autonomia ma all'insegna della collaborazione e sinergia. Il tutto attraverso una rimodulazione del sistema attuale apportando cambiamenti verso un indirizzo più articolato, competitivo e omogeneo, con ridistribuzione dei compiti e ridisegnando un modello che nell'immediato futuro possa stabilire univocità d'azione, tenendo in debito conto dei parametri di valutazione, di integrazione e di equilibrio in ambito organizzativo, strutturale e formativo, tra Ospedale e Territorio. Più linearmente e semplicemente percorsi che si rifanno ad un forte assunto comune, quasi una pregiudiziale "Ospedale ed il Territorio non devono camminare divisi ma paralleli e condividere percorsi progettuali, formativi ed attuativi"».
Secondo Angelo Testa, presidente Snami, «solo così riusciremo da una parte a dare risposte agli utenti che siano sempre più valide in termini di efficienza ed efficacia delle prestazioni erogate e dall'altra rivalutare il ruolo del medico del territorio dando gli strumenti, le strutture e l'organizzazione per far sì di evitare e prevenire i ricorsi impropri ai Pronto Soccorso. Che riescono a "tenere" nonostante siano sottodimensionati per organizzazione e personale esclusivamente per l'impegno del personale medico e paramedico. Siamo per un impegno serio perché si concerti a trecentosessanta gradi una ristrutturazione del territorio sul piano culturale, organizzativo-operativo, comunicativo ed informativo. Con l'ovvia pregiudiziale Snami all'improvvisazione, alle isorisorse, alle mutue integrative ed assicurazioni, che dietro l'angolo vorrebbero la fine del sistema sanitario nazionale per tuffarsi nel business. In sintesi un no al gioco delle tre carte di certa malapolitica degli ultimi tempi, le cui malefatte il nostro sindacato ha sempre denunciato ed a cui continuerà ad opporsi».