Lavoro e Professione

Prima uscita pubblica di Beatrice Lorenzin: «Ripensare il Ssn, intervenire sui ticket. bloccare il precariato e rinviare l'intramoenia»

«Non è più procrastinabile ripensare il modello organizzativo e strutturale del Ssn» alla luce dei cambiamenti sociali e demografici. Questo il bilgietto da visita del neo-ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha esordito così nella sua prima uscita pubblica in occasione del terzo congresso nazionale della Cisl medici. Lorenzin ha sottolineato inoltre che il lavoro da fare è anche relativo a una «riarmonizzazione del sistema costituzionale».

E ncora la questione dei ticket «ci sta molto a cuore - ha detto -. In futuro, su questo, scriveremo un titolo a parte», lasciando intendere che la questione é una delle priorità sul tavolo del neoministro.

Per il ministro sono tante le ragioni che portano a ripensare il modello, ovvero «la riforma del titolo V, l'evoluzione tecnologica, l'invecchiamento della popolazione, la necessitá del contenimento della spesa». I servizi sanitari di molti Paesi europei «sono in sofferenza - ricorda ancora la Lorenzin - è quindi nostro compito rendere il nostro modello competitivo in Europa. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo e correggere, con onestà e rigore, quello che non va. Dobbiamo proporre all'Europa un modello di alta professionalità e specializzazione, dobbiamo esaltare i nostri gioielli di famiglia e quando a luglio incontreró gli altri miei colleghi europei - termina - mi farò portavoce di questo aspetto».

E su uno degli argomenti più "caldi" nell'area medica, Lorenzin ha dichiarato che «il nostro obiettivo è superare ogni forma di precariato in sanità, ovviamente premiando il merito».

Nel suo intervento, Lorenzin ha inoltre assicurato il suo impegno sulla questione della responsabilità professionale medica, questione sulla quale ha annunciato un imminente convocazione delle parti sociali. Riferendosi quindi alla libera attività professionale dei medici, il ministro ha affermato che intende mantenere l'impegno del suo predecessore Renato Balduzzi di dilazionare di sei mesi il termine per l'avvio della sperimentazione dell'intramoenia.

Il ministro conferma la crisi della professione e analizza la questione del blocco del turnover: «Gli ultimi dati disponibili - precisa - sono del 2011 e ci dicono che ci sono circa 35mila precari nel Ssn, fra cui 11mila medici e 7mila infermieri». Il problema dei giovani medici «é un tema generazionale - afferma il ministro - e non è positivo questo. Dobbiamo ricucire il rapporto tra le generazioni in Italia, ridare orgoglio ai nostri giovani affinché combattano per il loro futuro».

Unico obiettivo del ministro «é avere al centro del Ssn la Salute del cittadino, nessun altro. «È il mio unico obiettivo - ha detto ancora il ministro - lavorerò in forte sinergia con operatori e istituzioni, il ministero non sarà un contro altare, il nostro é un rapporto che non ci vede contrapposti, ma uniti verso un unico obiettivo, la Salute dei cittadini».

«Questi anni, gli anni della crisi economica - ha spiegto Lorenzin - che non é solo finanziaria ma culturale e profonda del sistema occidentale, ci porta a ripensare modelli organizzativi, i modelli di welfare. Garantire la pace e modelli di assistenza , infatti, sono state le conquiste del 900 e dobbiamo andarne orgogliosi, e per noi resta l'unico faro». «Con onestà intellettuale e rigore bisogna correggere cosa non va, riarmonizzare il sistema degli enti locali e lavorare - ha aggiunto - con una visione globale del sistema, non a compartimenti stagni. Sapremo individuare con le Regioni e soprattutto con la collaborazione dei sindacati, una mappatura degli sprechi».

Secondo il ministro poi «ulteriori riduzioni di spesa non sembrano compatibili. Dobbiamo concordare con le Regioni - ha detto - una diversa modalità di risparmio che tenga conto anche degli sforzi e dei risultati che le stesse Regioni hanno realizzato nel corso degli anni. Ridurre gli sprechi - ha sottolineato il ministro - è un'esigenza morale ed etica prima che economica».

Per il ministro il modello da seguire non deve puntare a rendere «competitivi i singoli sistemi regionali, ma bisogna piuttosto rendere competitivo il modello italiano in Europa: dobbiamo proporre all'Europa un modello innovativo di assistenza, in grado di accogliere i cittadini europei che decidano di venire a curarsi in Italia, nelle nostre strutture di eccellenza, che abbiamo e sono tante».

Le richieste della Cisl medici. Il ministro ha risposto così alle richieste della Cisl medici di un ministero della Sanità "forte" e la riforma del Titolo V della Costituzione, illustratedal segretario generale della sindacato, Biagio Papotto, che oggi ha aperto a Roma il terzo congresso nazionale del sindacato.

In un discorso in 11 punti, Papotto ha sottolineato l'importanza di una nuova centralità del medico parlando anche del "miraggio della buona sanita": «Siamo sfiduciati - ha detto - perchè assistiamo all'inerzia dello Stato che non può bearsi di un Ssn funzionale non per colpa dei medici, ma per inefficienza da addebitarsi alla cattiva organizzazione regionale e alla cattiva gestione politica».

Secondo il leader della Cisl-medici occorre innanzitutto «rinunciare alla politicizzazione, senza però fare venire meno l'azione politica che deve provvedere al risanamento economico della sanita». Un risultato questo che si può ottenere, ha indicato, «semplicemente con il ripristino del ministero della Sanità, sistematicamente messo in discussione, allargandone le competenze e i poteri di intervento. In una sanità federale - ha rilevato - bisogna cioè rafforzare i poteri di controllo e di intervento dello Stato». Inoltre, ha aggiunto, «non è più possibile avere venti sistemi sanitari regionali autonomi ed è arrivato il tempo di rivedere la modifica del Titolo V della Costituzione in materia sanitaria».

Tra le priorità indicate, anche quella di arrivare alla «depenalizzazione totale dell'atto medico». Ottenere lo sblocco del turnover in sanità, migliorare la formazione dei medici e completare la riforma avviata dall'ex ministro Balduzzi per una medicina sul territorio attiva h24.

Per quanto riguarda il Titolo V, secondo papotto «non é più possibile avere venti sistemi sanitari regionali autonomi. È arrivato il tempo di rivedere la modifica del Titolo V della Costituzione in materia sanitaria. L'attuale equilibrio dei poteri tra Stato e Regioni é regolato da un equilibrio instabile, più funzionale alla lotta politica che non ad adeguati livelli di governance, autonomi e responsabili. È necessario lavorare per limitare al massimo gli eventi avversi, ma nel contempo bisogna lavorare per depenalizzare la colpa medica e permettere al medico di lavorare responsabilmente. Non vogliamo unicamente eccellenze sul territorio - continua il segretario Cisl Papotto - vogliamo l'efficacia-efficienza di tutto il territorio. Da qui la necessità di garantire certamente i Lea su tutto il territorio nazionale e nel contempo di raggiungere efficienza in equilibrio di virtuosa competizione con le altre realtà europee».

I medici italiani devono contribuire alla ripresa della sanità, «diano dunque la caccia a sprechi e ruberie», ha esortato al congresso Raffaele Bonanni, segretario nazionale Cisl. «Dobbiamo sfidare gli sprechi e scovarli e avremo anche la gente con noi», ha dichiarato dal palco. «Finché l'economia italiana non riprende dovremo fare questo, o subiremo ulteriori falcidie» certo che «attraverso la lotta alla corruzione e agli sprechi, e il riordino del titolo V della Costituzione, allora riusciremo a risparmiare». Scovare gli sprechi, aggiunge, «è una giusta operazione di recupero della credibilità, ci servirà per andare avanti nella contrattazione e fare chiarezza su un punto molto delicato. Anche la nostra reputazione - sottolinea - ne gioverà».