Lavoro e Professione

Specialisti a rischio di esubero

Il mix esplosivo tra riforma Fornero, spending review e un percorso formativo strutturalmente dilatato potrebbe trasformare in un miraggio l'accesso al lavoro per molti medici specializzati dei prossimi anni. Ma non sono solo queste le ipoteche che pesano sul futuro dei giovani camici bianchi. A confondere le carte e a creare di fatto aspettative illusorie c'è anche un meccanismo di formazione della domanda di contratti da parte delle Regioni a dir poco mal calibrato. Una «inappropriatezza» amministrativa, chiamiamola così, che rischia di tradursi in una «beffa», ancora una volta a spese dei giovani. Che vedono ripagati impegno, dispendio di energie e risorse economiche, con un posto al sole sul pianeta del precariato. La sfortuna in questo caso, non esiste. Ci sono precise responsabilità. E lo dimostra l'analisi dei dati sulla programmazione «mancata» dei fabbisogni dei medici specialisti. Con annesse sacche di esuberi, in alcune Regioni, che dovrebbero indurre a un rallentamento delle richieste e a una migliore taratura del sistema, troppo spesso «costruito su una logica puramente economicistica» e non su precisi e oggettivi parametri.

Da un'analisi svolta da Domenico Montemurro, consigliere nazionale Anaao giovani (si veda il documento correlato), emerge come in quasi tutte le Regioni vi siano esuberi di personale, anche se Veneto, Molise, Friuli Venezia Giulia, Calabria, Umbria, Basilicata mostrano esuberi 2012 vs 2009 di poco superiori o addirittura inferiori. Calcolando che l'età media dei medici specialisti ospedalieri nel 2010 era di 50,8 anni, è prevedibile che queste Regioni dovranno a fronte dei pensionamenti e della presenza di precariato giovanile non "censito", diversificare l'offerta formativa verso determinate specialità. Un discorso a sé merita il Lazio che a fronte di esuberi nel 2009, nel 2012 registra una carenza importante di specialisti; in questa Regione nel 2012 il rapporto numero di Pl per specialista si avvicina a 9, con chiare ricadute sul mancato turnover, e aumento del precariato.

Considerando il blocco delle assunzioni in essere e il precariato medico, Regioni in cui la richiesta dei contratti di specialità (sia negli anni 2006-07 e 2008-2009) supera il trend degli esuberi (2009-2012), o si avvicina a pareggiare gli esuberi o il trend si negativizza saranno in "progressivo deficit" (un discorso a parte per il Lazio e il Piemonte). Per cui Regioni come Veneto, Sicilia, Campania, Abruzzo, Marche, Molise, Fvg, Calabria, Basilicata, Umbria, Valle d'Aosta potranno mantenere costanti le loro richieste, ma diversificare l'offerta formativa in base ai pensionamenti, alle specialità maggiormente richieste e all'organizzazione sanitaria regionale. Regioni come il Lazio e il Piemonte verosimilmente "smaltiranno" molto tardi gli esuberi e quindi le loro richieste come quelle anche delle altre Regioni dovranno modularsi verso il basso e molto di più sulle specialità maggiormente richieste.