Lavoro e Professione

Cimo-Asmd: Riccardo Cassi confermato presidente

«Sono molto contento della fiducia che mi è stata accordata nuovamente. Il 90% dei votanti ha voluto mi ha dato fiducia e questo mi onora molto. Ringrazio tutti quelli che mi hanno sostenuto e mi sosterranno nei prossimi anni. il mio nuovo mandato vedrà l'impegno mio e di tutti gli eletti nell'attuazione di un programma politico sindacale denso di proposte. Il momento è difficile per il Paese e per la Sanità ma Cimo sosterrà sempre con forza tutti i medici». Così Riccardo Cassi, chirurgo fiorentino e dirigente all'Asl 10 di Firenze, ha ringraziato il 30° congresso che gli affidato per la seconda volta la guida del sindacato di medici ospedalieri.

Cassi, nella sua relazione al congresso, ha affermato che «la sanità non riesce più a garantire omogeneità nei livelli di assistenza e sostenibilità economica con il rischio di pregiudicare seriamente quella universalità delle cure che ha fino ad oggi caratterizzato il nostro Ssn. L'aziendalizzazione ha fallito il suo obiettivo: la spesa sanitaria regionale ha continuato a crescere senza controllo, raggiungendo in alcune Regioni deficit elevati. Contestualmente l'entità del Fondo sanitario nazionale ha continuato ad essere definita attraverso una trattativa Stato-Regioni, piuttosto che sui costi effettivi dei bisogni della popolazione, e la modifica del Titolo V della Costituzione ha impedito allo Stato di intervenire attivamente nei processi di riorganizzazione delle strutture e dei servizi sanitari regionali necessari ad ottenere un riequilibrio della spesa, limitandosi a imporre aumenti di tasse, ticket e blocchi del turn-over che hanno aggravato. Si privilegia l'aspetto cosiddetto "dirigenziale" rispetto a quello "professionale". Il "dirigente medico" è stato progressivamente assimilato contrattualmente alla "dirigenzastatale", tendenza fortemente voluta dalle Regioni maggiormente interessate a valutare i risultati gestionali rispetto a quelli in termini di "salute". Nella "dirigenza" si perde la peculiarità e la specificità delle professioni, creando una confusione di ruoli e competenze, una sovrapposizione di responsabilità gestionali e professionali, ,un permanente conflitto tra chi fa cosa e chi ne risponde, il tutto acuito dall'assenza di una chiara normativa di riferimento nazionale».

E per questo, secondo il presidente Cimo, è «giunto il momento di una "riforma quater" che corregga gli errori del passato, restituisca al medico il ruolo che gli compete e riporti l'atto medico al centro delle cure.

Queste, in sintesi, le proposte Cimo-Asmd presentate al congresso

RIFORMA QUATER
Cimo-Asmd ritiene che sia giunto il momento di una "riforma quater" che corregga gli errori del passato, restituisca al Medico il ruolo che gli compete e riporti l'atto medico al centro delle cure.

RIFORMA DEL TITOLO V E DELLA GESTIONE DELLE AZIENDE SANITARIE
Occorre attuare una urgente modifica del titolo V della Costituzione che ha consentito la creazione di 21 servizi regionali, facendo perdere l'universilità al sistema.
Occorre quindi che sia il Parlamento a stabilire i Lea, che gli stessi Lea non siano di esclusiva natura economica ma che tengano conto di indicatori di qualità, appropriatezza e adeguatezza ad iniziare dal fabbisogno minimo di risorse umane, tecnologiche, strutturali e standared organizzativi necessari a garantirli,.
Riteniamo, quindi, che occorra limitare l'attuale ingerenza politica nella gestione delle strutture sanitarie attraverso la costituzione di organismi tecnici con il compito di dare attuazione alle indicazioni programmatorie della politica

COME CAMBIARE IL SSN
Occorre avviare, al più presto, il processo di ristrutturazione degli Ospedali e della rete territoriale potenziando l'emergenza ed i servizi ambulatoriali, riabilitativi ed assistenziali e concentrando le attività a più elevata specializzazione nelle strutture in grado di garantirle in assoluta sicurezza di personale, tecnologie e specialità.

STATO GIURIDICO DEL MEDICO
Per garantire la funzionalità di un reparto o di un servizio sanitario è necessario, oggi, che l'attuale Direttore di struttura assuma una leadership dell'equipe medica di natura professionale ("primario professional").

AREE CONTRATTUALI
E' pertanto indispensabile che i medici abbiano una loro area contrattuale autonoma dove poter trattare le specificità dell'attività svolta, quale ad esempio la modalità di copertura H24 dell'emergenza, le competenze e le attribuzioni notevolmente diverse rispetto alla restante dirigenza, la necessità di una valutazione prevalentemente tecnico-professionale, i modelli organizzativi del lavoro in funzione della sicurezza e dell'appropriatezza delle cure.
Nella prospettiva di una sempre maggiore integrazione tra Ospedale e Territorio, occorre definire una vera area negoziale medica, composta sia dai medici dipendenti che a convenzione, titolata a contrattare sia con oò Ministero della Salute che con le Regioni.

CARRIERA
Spetta a ciascun medico chirurgo dipendente di svolgere le funzioni per le quali è assunto o quelle corrispondenti all'inquadramento che gli viene progressivamente attribuito, L'inquadramento contrattuale è definito – secondo la progressione dettata dalla contrattazione collettiva - in relazione alla funzione, professionale od organizzativa, assegnata ed alla specifica esperienza professionale maturata

ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
L'organizzazione del lavoro medico deve essere materia di contrattazione, in quanto in sanità rappresenta, non una mera distribuzione di mansioni ma attribuzione di funzioni e modelli organizzativi (guardie, pronta disponibilità) che garantiscono la sicurezza delle cure e del paziente La questione delle guardie e delle pronte disponibilità va affrontato tenendo conto dei nuovi modelli organizzativi, ma si impone che il contratto definisca i livelli minimi della presenza medica H24 in relazione alle dimensioni ed alle funzioni dell'Ospedale all'interno della rete, con particolare riferimento a quella dell'emergenza, prevedendo un progressivo superamento delle PD sostitutive. Va respinto ogni tentativo di far scomparire l'orario di lavoro che periodicamente le Regioni ripropongono, remdere obligatorio riposo, in particolare dopo un turno di guardia notturno, e non può essere consentito che strutture poste in più Ospedali siano affidate alla responsabilità di un unico Direttore.

AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
E' necessario renderere effettivo l'obbligo all'aggiornamento con fondi garantiti, come scelta autonoma del Medico. Va modificato quindi l'attuale meccanismo dei crediti acquisiti principalmente con la partecipazioni a convegni.
E importante che passi il messaggio che la formazione non va vissuta come un dovere ma piuttosto come un diritto del medico e pertanto deve essere garantita e tutelata. Da questo punto di vista può essere utile la formazione sul campo (FSC).
I 50 crediti equivalgono a 50 ore di formazione che possono creare problemi soprattutto alle UUOO con carenze di organico. Sarebbe opportuno che almeno una quota parte di questi crediti possa essere acquisita sul proprio luogo di lavoro o presso strutture di riferimento della disciplina del Medico.

VALUTAZIONE
Il medico deve avere un'unica valutazione, nella quale il peso delle competenze e capacità tecnico professionali, nonché del raggiungimento degli obiettivi budget, hanno incidenza proporzionalmente diversa in relazione alla funzione ed agli obiettivi prestazionali quali-quantitativi affidatigli con il contratto individuale di lavoro o con successivi atti integrativi o modificativi di quello. Per tutti deve comunque essere prevalente la valutazione tecnico professionale che tenga conto dell'attività effettivamente svolta, degli esiti e dell'aggiornamento. Il Responsabile dell'equipe viene valutato anche in relazione all'attività dell'equipe e dei singoli componenti della stessa.

LE DONNE MEDICO
E' necessario quindi affiancare alle attuali misure mirate una maggiore flessibilità dell'orario ed un part-time con regole meno rigide, aiuti economici diretti o benefici fiscali concreti, asili nido aziendali, corsi diformazione ad hoc finalizzati al reinserimento dopo un'assenza prolungata. Aspetto importante è prevedere l'obbligo di sostituzione per tutto il periodo di astensione dal lavoro per maternità.

LIBERA PROFESSIONE
La posizione CIMO è, quindi, che il Medico dipendente debba avere un unico stato giuridico e una volta adempiuti i compiti istituzionali, possa essere libero di svolgere l'attività libero professionale nei modi che lui ritiene più opportuno.
Se svolge l'attività nelle strutture aziendali pagherà all'Azienda i costi relativi, se al di fuori non dovrà versare niente..
L'indennità di esclusività deve essere riassorbita in altra voce tabellare riconosciuta a tutti, di conseguenza conglobamento dei fondi ad essa destinati nella massa salariale, dal momento che, considerato il decremento del numero dei Medici, sono in grado di coprire la sua estensione a chi oggi non è esclusivo.

EMERGENZA URGENZA
Per mantenere e sviluppare l'alta professionalità, devono essere assicurati percorsi formativi uniformi, per favorire crescita professionale e ridurre il rischio clinico, associati a un sistemi di addestramento che ne certifichino le capacità di performance.
Occorre accelerare la possibilità del passaggio alla dipendenza dei Medici del 118 in convenzione, nelle regioni in cui ciò non è ancora avvenuto, con l'inquadramento nella disciplina di Medicina e Chirurgia d'Accettazione e d'Urgenza. Nelle more del passaggio alla dipendenza di tutto il personale dell'emergenza, si ritiene essenziale che vengano stabiliti degli standard organizzativi per l'inquadramento delle diverse figure mediche.

MEDICINA DEL TERRITORIO
Per mantenere e sviluppare l'alta professionalità, devono essere assicurati percorsi formativi uniformi, per favorire crescita professionale e ridurre il rischio clinico, associati a un sistemi di addestramento che ne certifichino le capacità di performance.
Occorre accelerare la possibilità del passaggio alla dipendenza dei Medici del 118 in convenzione, nelle regioni in cui ciò non è ancora avvenuto, con l'inquadramento nella disciplina di Medicina e Chirurgia d'Accettazione e d'Urgenza. Nelle more del passaggio alla dipendenza di tutto il personale dell'emergenza, si ritiene essenziale che vengano stabiliti degli standard organizzativi per l'inquadramento delle diverse figure mediche.

FORMAZIONE PROFESSIONALE E ACCESSO AL SSN
Occorre rivedere profondamente il requisito e le condizioni d'accesso al servizio sanitario, trasformando le attuali borse di studio in contratti di formazione a tempo determinato con il servizio sanitario. Occorre rendere possibile il progressivo inserimento del Medico nelle attività assistenziali territoriali e nelle strutture ospedaliere prevedendo una verifica finale del livello formativo raggiunto per consentire il passaggio ad un contratto a tempo indeterminato.

PRECARIATO
Cimo-Asmd chiede tempi rapidi e un DPCM che contenga soluzioni strutturali tali da risolvere in modo definitivo l'attuale fenomeno del precariato. Approvare rapidamente gli standard ospedalieri, inserendovi le dotazioni organiche, costringere le Regioni a ristrutturare la rete ospedaliera e territoriale e rivedere l'accesso e la progressione di carriera dei medici.

RESPONSABILITA' PROFESSIONALE
Cimo Asmd chiede e si opererà per l'adozione dei seguenti provvedimenti:
a) Obbligo di copertura assicurativa o di gestione diretta da parte della struttura delle richieste di risarcimento..
b)Obbligo di percorsi extragiudiziali, con maggiori poteri e penalizzazioni per chi rifiuta l'accordo strumentalmente.
c)Introduzione del concetto di alea terapeutica e del risarcimento no-fault, sul modello francese.
d)Obbligo di attivazione in tutte le Aziende sanitarie di una vera prevenzione del rischio
e)Introduzione di un tetto massimo di risarcimento basato su valutazioni oggettive del danno
f)Azione diretta contro le Aziende Sanitarie, e non contro i Medici, per ottenere il risarcimento dei danni.
g)Modifica della responsabilità medica limitandola alla colpa grave, definita come azione determinata da negligenza inescusabile, come, del resto è definita quella che regolamenta i casi di responsabilità al pari dei magistrati.

ATTO MEDICO E COMPETENZE DELLE PROFESSIONI SANITARIE
Il medico chirurgo, abilitato all'esercizio professionale, è il soggetto cui fa capo la responsabilità finale delle decisioni concernenti la prescrizione, l'esecuzione o la diretta supervisione dell'atto medico.
L'atto medico ricomprende tutte le attività della disciplina medica (professionali, di carattere scientifico, di insegnamento, di formazione, educative, organizzative cliniche e di tecnologia medica) svolte al fine di promuovere la salute, prevenire le malattie, effettuare diagnosi e prescrivere cure a vantaggio dei soggetti che ne abbiano esigenza.
Nell'adozione delle scelte diagnostiche e terapeutiche, il medico chirurgo opera secondo propria scienza e coscienza, nel rispetto delle norme etiche e deontologiche e della posizione di garanzia che gli è attribuita.

ORDINE PROFESSIONALE
Ritornare al Dottore vuol dire porre al centro dell'attività del Medico gli aspetti professionali e deontologici, di conseguenza anche una maggiore partecipazione dei Medici alla vita dell'Ordine e dei suoi organismi.
La riforma degli Ordini professionali dovrà garantire a dei Medici di svolgere con efficacia le seguenti principali funzioni: vigilanza che la professione sia esercitata nel rispetto delle norme deontologiche e sulla formazione di base e specialistica; selezione rispetto all'accesso alla professione; gestione e controllo periodico della formazione permanente del medico, anche ai fini del relativo accreditamento professionale; momento obbligatorio di conciliazione per le controversie tra medico e paziente, da attivare prima di adire l'autorità giudiziaria; autonoma magistratura con esercizio dell'azione disciplinare in caso di violazione delle regole del Codice deontologico; controllo della pubblicità sanitaria, ecc. ."