Lavoro e Professione

Legge di stabilità, Troise (Anaao): «Anche per questo Governo la sanità si declina solo se fa rima con università. Privata è meglio»


«Anche per questo Governo la sanità si declina solo se fa rima con università. Privata è meglio». Risponde così l'Anaao alla protesta della senatrice Pd Nerina Dirindin e della segreatria nazionale Cgil Camusso che hanno stigmatizzato il contenuto di un emendamento del Governo alla legge di stabilità presentato in commissione Bilancio al Senato, con cui si assegnano 400 milioni fino al 2024 ai policlinici non statatli, prima di pensare alle risorse per la non autosufficienza.

«Se ne facciano una ragione - dice il segretario nazionale Anaao Costantino Troise in un comunicato - la senatrice Dirindin e la segretaria nazionale della Cgil: a conti fatti l'unica modifica alla legge di stabilità per la sanità rimarrà il solito regalo per i policlinici privati, da nessuna legge finanziaria mai negato per quanto drammatica potesse essere la situazione del Paese, alla base del quale ci sono due elementi cui nessun Governo sa resistere: università e privato».

Trise sottolinea che nella legge non è prevsito niente per il contratto di medici e infermieri; niente per allargare la stabilizzazione dei precari della sanità; niente per rendere meno feroce il blocco del turnover; niente per la tutela della salute in carcere; poco per la non autosufficienza; poco, forse, per la formazione di medici e dirigenti sanitari; niente per la messa in sicurezza degli ospedali pubblici.
«E per non sbagliare - continua Troise - meglio impegnare le risorse, 400 milioni di euro, non proprio noccioline, fino al 2024, nel caso qualche Governo del prossimo decennio dimenticasse l'elargizione. Il distacco tra cittadini e politica si allarga sempre di più: il Servizio sanitario che per i primi è "un valore a sé" da tutelare e rafforzare, per la seconda è un aggregato di spesa sul quale impegnare, per la riduzione "ad invarianza di servizi", istituzioni ed economisti. Espulso dal discorso pubblico rischia di non trovare più posto nemmeno nei programmi elettorali».